Un carico da oltre un milione di euro sul mercato illecito, nascosto tra rotoli di tessuto e pannelli isolanti, è stato intercettato nel cuore della notte al porto di Civitavecchia. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato oltre due quintali di marijuana e tratto in arresto un autotrasportatore di nazionalità turca, sorpreso a bordo di un tir sbarcato da una motonave proveniente dalla Spagna.
L’operazione, che si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto al narcotraffico condotte dal Gruppo Civitavecchia della Guardia di Finanza e dall’Ufficio ADM Lazio 3 con sede nello stesso scalo, ha preso avvio da un controllo che, sulla carta, doveva essere di routine. Il mezzo pesante era già stato selezionato dai sistemi di analisi dei rischi utilizzati dalle autorità doganali, ma è stato l’atteggiamento del conducente, apparso visibilmente e ingiustificatamente nervoso, a insospettire gli operanti e a spingerli ad approfondire i controlli.
A fare la differenza sono state le immagini radiogene restituite da uno scanner di ultima generazione in dotazione all’ADM, capace di individuare anomalie all’interno del carico. Le sagome che apparivano sui monitor non tornavano con quanto dichiarato nei documenti di trasporto, e quel dettaglio ha avviato la fase successiva delle verifiche, quella più concreta: l’ispezione fisica della merce.
È qui che è entrato in scena “Ice”, il cane antidroga il cui fiuto si è rivelato determinante. Tra il carico di copertura, composto da tessuti in rotoli e materiale isolante pensato evidentemente per depistare i controlli, l’animale ha individuato 34 scatole di cartone. All’interno, occultate con cura, sono state trovate 204 buste di cellophane contenenti la sostanza stupefacente, per un peso complessivo superiore ai due quintali.
Secondo le stime degli investigatori, la marijuana sequestrata, se immessa sul mercato al dettaglio nelle piazze di spaccio legate al circuito estivo e balneare, avrebbe potuto fruttare guadagni illeciti per oltre un milione di euro.
Al termine delle operazioni, l’autotrasportatore è stato arrestato per traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravato dall’ingente quantitativo, ai sensi degli articoli 73 e 80 comma 2 del D.P.R. 309/1990. L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione della locale Procura della Repubblica, che dovrà ora ricostruire l’intera filiera del traffico e verificare eventuali complicità.
Il sequestro conferma quanto il porto di Civitavecchia rappresenti uno snodo strategico, e al tempo stesso sensibile, nelle rotte di approvvigionamento degli stupefacenti verso il territorio nazionale. L’intervento si colloca infatti all’interno di un più ampio dispositivo di presidio doganale dello scalo, frutto dell’integrazione tra l’esperienza operativa della Guardia di Finanza e le tecnologie avanzate messe in campo dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un binomio che negli ultimi anni ha permesso di intercettare carichi sempre più sofisticati nei loro tentativi di occultamento.




