di Valentin Inguscio, studente e aspirante giornalista
Nel mondo odierno, i giovani sono sempre più attratti dalle piattaforme social come Instagram o TikTok e hanno perso da molti anni la passione e il piacere della lettura, certamente uno dei passatempi più emozionanti di sempre, soprattutto per imparare qualcosa o per riflettere su alcuni concetti. Ecco, oggi non è più così. E le cose potrebbero cambiare drasticamente in futuro.
Ultimamente, per fare un esempio, ho notato che nei bar, nei parchi o nelle sale d’attesa non c’è una persona che legge un libro; è interessante questa osservazione perché ho capito che siamo arrivati ad un punto della storia in cui la lettura non è più oggetto di curiosità, d’informazione e cultura, ma di antichità e regresso, cosa assurda e impensabile per un lettore come me. Allo stesso modo anche i miei coetanei non hanno una dedizione così grande per la lettura: infatti, dopo aver fatto qualche conto, ho scoperto che ho solo due amici che leggono quotidianamente un libro (piccolo o grande che sia) con i quali posso discutere su tematiche più importanti o attuali, mentre gli altri discutono di videogiochi, serie TV, film o addirittura di tendenze banali e ripetitive di TikTok, che non trasmettono la stessa profondità nel leggere un bel libro. Una volta, quando sono uscito con un mio amico, io gli ho iniziato a parlare di un libro che ho letto e che mi aveva colpito molto: s’intitolava “Aria condizionata”, scritto da Antonio Cianciullo, grande scrittore e giornalista, dove in sostanza parlava del cambiamento climatico e delle conseguenze apportate fino ad oggi e con molte statistiche. Dopo avergli detto ciò, lui si è messo a sghignazzare e a dire:” Ma cosa me ne importa di questo stupido libro?” e continuò a ridere per cinque minuti, ma la cosa più agghiacciante è stata la sua espressione…quasi meravigliata perché ovviamente non aveva mai sentito parlare di questo argomento, ma anche beffarda perché lo considerava da “boomer” come ha detto lui con testuali parole.
Citando giusto un po’ di statistiche, in Italia oltre un ragazzo su cinque under 18 non legge libri. L’ultima indagine Istat “I cittadini e il tempo libero” evidenzia che la fascia 11-14 anni è quella che legge di più (78,9%), ma dai 15 anni in poi si assiste a un brusco calo, con i maschi under 18 che rinunciano alla lettura nel 28,5% dei casi contro il 15,3% delle femmine, dati che evidenziano un netto disinteresse per la lettura. Inoltre, i dati ufficiali dell’Istat luglio 2026 e dell’Associazione Italiana Editori evidenziano che oltre il 52% degli adolescenti dichiara che leggere annoia o non appassiona. Più in generale, circa il 52,8% dei minori tra i 6 e i 18 anni non ha letto nemmeno un libro per motivi non scolastici nell’arco di un intero anno, secondo le stime della Fondazione Openpolis, che aggrava ancora di più il settore scolastico nell’apprensione di testi o di informazioni.
La lettura non è un passatempo superato, né un’abitudine riservata a poche persone. È uno strumento che ci permette di comprendere meglio il mondo, sviluppare il pensiero critico e confrontarci con idee diverse dalle nostre. I social network possono essere utili e divertenti, ma non dovrebbero sostituire completamente i libri, perché un video di pochi secondi difficilmente può offrire la stessa profondità di un’opera letta con attenzione. Per questo motivo credo che sia fondamentale riscoprire il valore della lettura, soprattutto tra i giovani, nelle scuole e nelle famiglie. Non serve leggere decine di libri all’anno: basta iniziare da uno che ci incuriosisca davvero. Solo così potremo riassaporare il piacere di leggere e riscoprire quella ricchezza culturale ed emotiva che un libro sa offrire, pagina dopo pagina.




