Vent’anni fa sarebbe sembrata fantascienza, oggi è realtà clinica quotidiana: un paziente che, mentre i chirurghi gli asportano una metastasi polmonare, guarda tranquillamente un video con un visore di realtà virtuale, dialogando persino con l’équipe medica. È quanto accaduto questa mattina all’AOU Policlinico Tor Vergata di Roma, dove un’équipe multidisciplinare ha portato a termine un intervento di chirurgia toracica che si candida a essere un caso più unico che raro nel panorama sanitario nazionale.
Protagonista, suo malgrado, un paziente di 65 anni con un quadro clinico tutt’altro che semplice: ex forte fumatore, affetto da obesità, broncopneumopatia cronica ostruttiva e ipertensione arteriosa, con alle spalle anche una storia di melanoma e carcinoma del retto. Un profilo che, con le tecniche anestesiologiche convenzionali, avrebbe comportato rischi non trascurabili durante l’intervento.
I chirurghi hanno invece scelto una strada diversa, affidandosi alla videotoracoscopia uniportale, tecnica che consente di operare attraverso un’unica incisione di appena due o tre centimetri, sfruttando una telecamera per la video-assistenza. La vera novità, però, sta nel tipo di anestesia utilizzata: niente intubazione tracheale, niente anestesia generale, niente ventilazione meccanica. Solo un’anestesia locale con lieve sedazione, mantenendo il paziente sveglio e in respiro spontaneo per tutta la durata della procedura.
A rendere l’esperienza ancora più singolare ha contribuito un visore di realtà virtuale immersiva, che ha permesso al paziente di assistere a contenuti audiovisivi di sua scelta mentre i chirurghi lavoravano sul polmone sinistro. Una scelta tutt’altro che scenografica: la tecnologia, spiegano dal Policlinico, favorisce il rilassamento, riduce ansia e percezione del dolore e consente di limitare ulteriormente l’uso di farmaci sedativi.
A guidare l’équipe della Chirurgia Toracica del Policlinico Tor Vergata è stato il professor Vincenzo Ambrogi, affiancato dal professor Eugenio Pompeo, dal dottor Benedetto Cristino e dal dottor Cristiano Casciani, medico specializzando. Un lavoro di squadra che ha permesso di condurre in porto l’intervento in appena 20 minuti, con il paziente rimasto cosciente e persino in grado di dialogare con i chirurghi durante l’operazione.
I risultati, secondo quanto riferito dai medici, sono stati sorprendenti fin da subito: già un’ora dopo l’intervento il paziente riusciva ad alzarsi dal letto, bere e alimentarsi in autonomia. Le condizioni cliniche restano buone e la dimissione è attesa entro le 24 ore dall’operazione, un tempo di recupero impensabile per un intervento oncologico di questo tipo fino a qualche anno fa.
Al di là del singolo caso, l’aspetto che più colpisce è la portata dell’innovazione: l’associazione tra videotoracoscopia uniportale in anestesia cosciente e realtà virtuale immersiva applicata alla resezione polmonare oncologica non risulterebbe finora descritta nella letteratura scientifica internazionale. Un dettaglio che colloca l’intervento realizzato a Tor Vergata come, verosimilmente, la prima esperienza di questo genere condotta non solo nel Lazio, ma nell’intero panorama sanitario italiano.
Una tecnica che apre prospettive interessanti soprattutto per i pazienti anziani o con importanti comorbidità, categorie che con l’anestesia generale tradizionale correrebbero rischi ben più elevati, oltre a rappresentare una valida alternativa per chi, semplicemente, teme l’idea di essere sottoposto a un’anestesia totale. Un piccolo grande passo verso una chirurgia toracica sempre più sicura, personalizzata e attenta alla qualità di vita del paziente.




