Da oltre tre settimane il quartiere Quarto Chilometro di Colleferro convive con un disagio che si è trasformato in un vero e proprio caso cittadino. Tutto ha avuto inizio circa due settimane prima del 4 luglio, quando i residenti hanno iniziato a segnalare, prima singolarmente e poi in massa attraverso la chat di quartiere, un progressivo calo della pressione idrica tale da mandare in tilt caldaie e pannelli solari termici, con danni riportati anche a lavastoviglie e lavatrici lasciate in funzione durante i cali improvvisi.
Le prime segnalazioni e la versione iniziale

Nelle prime settimane, secondo quanto riferito da un residente della zona che ha voluto raccontare la propria esperienza, decine e decine di famiglie del quartiere avrebbero contattato telefonicamente il servizio commerciale di Acea per denunciare il problema. Il comitato di quartiere si era già rivolto in un primo momento al Sindaco di Colleferro, ricevendo come riscontro una spiegazione attribuita ad Acea secondo cui il calo di pressione sarebbe stato legato a un eccessivo consumo idrico, in un periodo in cui resta comunque vigente sul territorio comunale un’ordinanza permanente che vieta di riempire piscine e annaffiare giardini nelle ore più calde.
La svolta del 4 luglio: tecnici sul posto e segnalazioni “mai arrivate”
Il caso ha preso una piega diversa il 4 luglio, quando il residente, non riuscendo a ricaricare l’impianto della propria caldaia per la pressione ormai quasi assente, ha contattato nuovamente il servizio commerciale di Acea, chiedendo di essere messo in contatto con un tecnico di zona. Poco dopo, un tecnico lo ha effettivamente richiamato, dichiarando — a suo dire — di non essere a conoscenza di alcuna segnalazione pregressa relativa al quartiere, nonostante i cittadini affermassero che da 15/20 giorni erano già state fatte diverse decine di segnalazioni. Nel giro di una ventina di minuti, sulla chat di quartiere è comparsa la notizia della presenza di tecnici Acea sul posto, intenti a effettuare misurazioni della pressione presso una centralina idrica. Il residente, recatosi personalmente sul posto insieme ad altri testimoni, avrebbe ottenuto dagli stessi tecnici la conferma che nessuna segnalazione era mai stata effettivamente girata all’area tecnica dell’azienda.
Il guasto e l’apertura dell’intervento
Dopo un confronto sul posto, nel corso del quale i tecnici avrebbero inizialmente giudicato la pressione rilevata “non bassa”, ma poi riconosciuto le difficoltà segnalate dai residenti ai piani superiori delle abitazioni, è stata aperta una segnalazione di guasto affidata alla ditta esterna incaricata delle riparazioni, la Monaco Roma Bacino Sud. Durante il primo intervento, sarebbe emerso che la rete che alimenta il quartiere attraverso la linea che costeggia via Latina, partendo dal serbatoio situato nella zona del cimitero di Colleferro, si troverebbe in condizioni particolarmente critiche.
Interventi a raffica e disservizi senza preavviso
Da quel primo intervento sono seguiti nuovi lavori quasi ogni due o tre giorni, spesso senza alcun preavviso ai residenti. In diverse occasioni la riparazione di un punto della condotta ha fatto emergere rotture ulteriori in altri tratti della rete, con conseguenti interruzioni improvvise dell’erogazione. Le giornate più critiche sarebbero state venerdì 17 luglio e lunedì 20 luglio, quando l’acqua sarebbe mancata per l’intera giornata. Solo grazie alle pressioni del comitato di quartiere sul Sindaco, e di quest’ultimo su Acea, sarebbero state attivate autobotti di emergenza in tempi più rapidi rispetto alla prassi ordinaria, che prevederebbe l’intervento solo dopo 48 ore di mancanza d’acqua.
L’incontro con l’amministrazione comunale
Nei giorni scorsi il comitato di quartiere ha chiesto e ottenuto un incontro con il Sindaco di Colleferro, Giulio Calamita; nel frattempo alcuni cittadini avevano contattato anche i vertici tecnici di Acea Ato 2. Il responsabile dell’area tecnica – secondo quanto riferito dai cittadini (ai quali va il merito di aver agito con sinergia ed insistenza) ad anagnia.com – interpellato avrebbe confermato quanto già riferito dalla ditta incaricata dei lavori, ovvero che la condotta versa in condizioni definite critiche, rimandando ad un confronto diretto per approfondire ulteriori criticità. Sempre secondo quanto riferito dai cittadini, all’incontro convocato con la cittadinanza, tuttavia, i tecnici non si sarebbero presentati, giustificando l’assenza con la scelta di partecipare solo a incontri ufficiali presso la sede comunale. Il Sindaco avrebbe quindi annunciato l’intenzione di convocare nuovamente i tecnici direttamente in Comune, alla presenza di una delegazione del comitato di quartiere.
La raccolta firme e l’ipotesi di class action
Sul fronte delle tutele per i cittadini, è stata lanciata una raccolta firme, inizialmente accolta con qualche perplessità dallo stesso comitato di quartiere ma poi sostenuta anche da quest’ultimo, finalizzata a ottenere uno storno in bolletta per i giorni di disservizio legati alla mancata trasmissione delle segnalazioni tra l’ufficio commerciale e quello tecnico di Acea. Il Sindaco Calamita si sarebbe detto disponibile ad appoggiare un’eventuale azione collettiva e a richiedere un risarcimento danni per conto della cittadinanza, mentre lo stesso responsabile dell’area tecnica avrebbe riconosciuto come legittima la richiesta dei residenti, ammettendo che le segnalazioni commerciali non sarebbero state effettivamente trasmesse ai tecnici.
Il nodo della qualità dell’acqua e le prospettive future
A destare ulteriore preoccupazione tra i residenti è la qualità dell’acqua che, a distanza di giorni dagli interventi, continuerebbe in alcune abitazioni a uscire dai rubinetti con evidenti tracce di ruggine, sollevando dubbi sulla sua effettiva potabilità. Il Sindaco Calamita, secondo quanto riferito, avrebbe escluso l’esistenza di una vera e propria emergenza idrica, attribuendo il problema al deterioramento della condotta piuttosto che a una carenza della risorsa, e annunciando la realizzazione di tre nuovi pozzi sul territorio comunale. La soluzione definitiva, tuttavia, resterebbe legata al rifacimento integrale della linea idrica che alimenta il quartiere, lunga circa tre-quattro chilometri e risalente, secondo quanto emerso, a un’epoca remota.
La vicenda del Quarto Chilometro, seguita con crescente attenzione da residenti, comitato di quartiere e amministrazione comunale, si presenta oggi come un banco di prova per verificare la reale capacità di risposta di Acea di fronte a un disservizio che si trascina ormai da settimane. Un ringraziamento va ai cittadini che si sono attivati in prima persona per portare la vicenda all’attenzione delle istituzioni, al comitato di quartiere e al Sindaco Giulio Calamita per l’impegno dimostrato nella gestione della vertenza.




