Un dispiegamento di mezzi e uomini fuori dal comune ha attirato ieri, mercoledì 22 luglio, gli sguardi curiosi e preoccupati dei residenti della zona industriale di Anagni. Camion, ruspe, tute protettive, laboratori mobili: uno scenario che normalmente si vede solo nei film, e che invece per alcune ore ha preso vita tra le fabbriche dell’area.
A intervenire è stato il nucleo NBCR (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico), il reparto speciale dei Vigili del Fuoco addestrato per muoversi in scenari di contaminazione con tute scafandrate e strumentazioni di ultima generazione, capaci di identificare sul posto sostanze pericolose e di arginare eventuali dispersioni tossiche, radioattive o biologiche. Al loro fianco ha operato anche il G.O.S., il Gruppo Operativo Speciale dei Vigili del Fuoco specializzato nel movimento terra, chiamato in causa per effettuare scavi e prelievi con mezzi pesanti. A completare il quadro delle forze in campo, i Carabinieri e i Carabinieri Forestale, presenti per garantire il coordinamento e la sicurezza dell’intera operazione.
Il sospetto alla base dell’intervento, secondo quanto trapelato, riguarderebbe un possibile scarico e conseguente interramento di sostanze nocive per la salute pubblica nell’area interessata. Le squadre specializzate hanno lavorato a lungo tra scavi mirati e prelievi di campioni, in quella che appare a tutti gli effetti un’attività di indagine ambientale volta a chiarire cosa sia realmente accaduto nella zona.
Inevitabile la reazione della popolazione residente, che ha assistito con crescente apprensione al viavai di mezzi speciali e operatori in tenuta protettiva, interrogandosi su cosa stesse realmente succedendo a pochi passi dalle proprie abitazioni.
Ogni dettaglio sull’operazione – spiegano le Autorità contattate da anagnia.com – verrà reso noto solo a conclusione delle attività.
La nostra redazione seguirà l’evolversi della vicenda, con l’impegno di aggiornare i lettori non appena emergeranno elementi ufficiali.




