La ricerca clinica nel Lazio si prepara a fare un salto di qualità. Regione Lazio, Farmindustria e Unindustria Lazio hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa pensato per rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, mondo scientifico e industria farmaceutica, con l’obiettivo dichiarato di rendere il territorio regionale sempre più competitivo sul piano degli investimenti in ricerca e sviluppo.
L’accordo, della durata di tre anni, punta a semplificare e velocizzare i processi legati agli studi clinici, un terreno su cui il Lazio gioca già un ruolo di primo piano a livello nazionale ed europeo. Tra le priorità individuate dal Protocollo figurano la formazione degli operatori sanitari coinvolti nella sperimentazione e la diffusione di strumenti innovativi come la Real World Evidence e l’Health Technology Assessment, che dovrebbero facilitare l’accesso ai dati sanitari per finalità di ricerca, sempre nel rispetto della normativa sulla privacy.
Un modello che unisce pubblico e privato
Non si tratta soltanto di procedure più snelle. Il documento mira anche a rafforzare le collaborazioni tra pubblico e privato, coinvolgendo IRCCS, Università, Aziende Sanitarie e le associazioni dei pazienti, in un’ottica di maggiore interoperabilità dei dati tra i diversi soggetti della filiera sanitaria e scientifica.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha spiegato che l’intesa punta a rendere più efficiente e coordinato il sistema della ricerca clinica regionale, mettendo in relazione stabile la Regione con aziende sanitarie, IRCCS, università, comitati etici e imprese. Secondo Rocca, un ruolo chiave spetterà al Comitato tecnico regionale e alla futura rete dei Clinical Trials Center, chiamati a definire priorità condivise e a monitorare i risultati attraverso indicatori concreti, dai tempi di attivazione degli studi al numero di pazienti coinvolti.
Le voci di Farmindustria e Unindustria
Dal fronte industriale, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha sottolineato come il Protocollo rappresenti un passo concreto per valorizzare le competenze scientifiche e industriali presenti nel Lazio, in un contesto di forte concorrenza internazionale che richiede regole nuove per restare competitivi. Cattani ha ricordato che semplificare i processi e utilizzare meglio dati e tecnologie significa, in definitiva, accelerare lo sviluppo di terapie innovative e favorirne un accesso più rapido per i pazienti.
Sulla stessa linea il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, che ha evidenziato come il Lazio sia tra le principali regioni europee per export e produzione farmaceutica, oltre che uno dei poli di riferimento delle Scienze della Vita grazie a un sistema sanitario fondato sulla collaborazione pubblico-privata e sulla presenza significativa di IRCCS. Biazzo ha citato anche l’esperienza del Rome Technopole come modello di riferimento, definendo il nuovo Protocollo un tassello ulteriore per consolidare un ecosistema già tra i più competitivi del Paese.
Monitoraggio e nuovi organismi regionali
Il Protocollo non si limita alle dichiarazioni d’intento: prevede infatti un sistema di monitoraggio basato su indicatori misurabili, come il numero di studi clinici attivati, i tempi medi di attivazione, i pazienti arruolati e la distinzione tra studi profit e no profit.
Per dare attuazione concreta agli obiettivi, la Regione Lazio sta istituendo un Comitato tecnico regionale dedicato alla promozione e allo sviluppo della sperimentazione clinica, che coinvolgerà i principali attori istituzionali, sanitari, scientifici e industriali del settore, insieme ai rappresentanti dei pazienti. È inoltre prevista la nascita di una rete regionale di Clinical Trials Center, o Unità di Ricerca Clinica, con il compito di collegare ospedali, IRCCS, aziende sanitarie, università e comitati etici territoriali, facilitando il coinvolgimento diretto dei pazienti nelle sperimentazioni.
L’obiettivo di fondo, come sottolineato dalla stessa Regione, è quello di ridurre la burocrazia e aumentare la capacità di innovazione del sistema sanitario laziale, offrendo ai cittadini un accesso più rapido a cure e terapie all’avanguardia.




