Frosinone si prepara a voltare pagina sul fronte della mobilità urbana. Dal 3 agosto prenderà infatti il via la fase sperimentale del Bus Rapid Transit (BRT), il nuovo sistema di trasporto pubblico che per il primo mese di esercizio sarà completamente gratuito, un modo per invitare i cittadini a scoprire da vicino il servizio prima che entri a pieno regime nella vita quotidiana della città.
A illustrare i numeri del progetto è stato un vero e proprio press tour organizzato dal Comune di Frosinone, che ha accompagnato giornalisti e operatori dell’informazione lungo l’intero tracciato della nuova linea. Un’occasione per toccare con mano un’infrastruttura che, sulla carta, ha già i contorni di una piccola rivoluzione per gli spostamenti cittadini: quasi sei chilometri di percorso, venti fermate, due terminal e ben cinquantaquattro corse giornaliere, dalle 5.15 fino alle 21.30.
Il tour, partito da piazza Schietroma, ha permesso di percorrere l’intero tracciato e di osservare da vicino le opere ormai completate, comprese le nuove fermate, pensate non come semplici pensiline ma come veri e propri elementi di arredo urbano, dotate di pannelli informativi e di soluzioni architettoniche pensate per garantire sicurezza, comfort e riconoscibilità. A bordo del bus si è svolto anche un approfondimento tecnico sullo stato dei lavori e sul funzionamento del servizio.


Al termine del sopralluogo il sindaco Riccardo Mastrangeli ha parlato di un’iniziativa nata per garantire trasparenza e condivisione con la cittadinanza, sottolineando come il press tour abbia offerto la possibilità di verificare concretamente il lavoro svolto in questi mesi. Il primo cittadino ha definito il BRT un’infrastruttura strategica destinata a cambiare il modo di muoversi in città, capace di rendere il trasporto pubblico più efficiente, sostenibile e competitivo, e ha ricordato come la scelta di puntare su un sistema già sperimentato con successo in altre realtà italiane risponda a una logica di programmazione di lungo periodo, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il traffico, migliorare la vivibilità urbana e restituire tempo prezioso ai cittadini.
Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore alla Mobilità e all’Ambiente Antonio Scaccia, che ha definito il nuovo servizio uno scatto di mentalità prima ancora che un’infrastruttura. Il BRT si inserisce infatti in una flotta cittadina che conta diciannove mezzi completamente elettrici, ai quali si aggiungono altri otto bus alimentati a metano: un parco veicoli che, in rapporto al numero di abitanti, colloca Frosinone tra le città italiane più virtuose in materia di trasporto ecologico. Scaccia ha inoltre evidenziato come l’avvio della fase sperimentale confermi il rispetto della programmazione e testimoni l’impegno quotidiano dell’amministrazione, dei tecnici e delle imprese coinvolte nel progetto.
Dal punto di vista pratico, il nuovo servizio collegherà in maniera più efficiente i principali poli della città, mettendo in rete i quartieri, il centro cittadino e la stazione ferroviaria. Il servizio sarà svolto con autobus cardioprotetti lunghi oltre dodici metri, capaci di trasportare fino a 88 passeggeri e dotati di due sedili ribaltabili pensati per ricavare spazio a passeggini e sedie a rotelle: mezzi accessibili, climatizzati e dotati di una paratia laterale a protezione del conducente.
Da settembre prenderà il via la fase operativa vera e propria, utile a verificare il corretto funzionamento dei sistemi tecnologici e dell’organizzazione del servizio lungo tutto il tracciato. Contestualmente entrerà in funzione anche il nuovo nodo di interscambio di piazza Martiri di Valle Rotonda, pensato per rafforzare ulteriormente il trasporto pubblico locale. Accanto alla linea principale nascerà inoltre una rete di navette dedicate, che collegheranno punti strategici come la Città della Salute di via Armando Fabi, la zona dell’aeroporto, il Tribunale e la sede del Liceo Artistico, garantendo collegamenti rapidi e perfettamente coordinati con la linea principale del BRT.
L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione comunale è quello di costruire un sistema di mobilità integrato, in cui il Bus Rapid Transit rappresenti la vera e propria dorsale del trasporto urbano, mentre i servizi di adduzione assicurano una distribuzione capillare verso le aree strategiche della città, favorendo l’intermodalità e un utilizzo sempre più diffuso del trasporto pubblico.




