Una sentenza che pesa come un macigno sul destino di centinaia di famiglie. Il Tribunale Ordinario di Roma ha dichiarato la liquidazione giudiziale unitaria degli stabilimenti Saxa Grestone di Roccasecca, Saxa Gress di Anagni e Saxa Gualdo di Gualdo Tadino, chiudendo di fatto un capitolo lungo e tormentato che si trascinava da anni tra tavoli di crisi, promesse disattese e speranze via via ridimensionate.
A commentare la decisione è il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, che non nasconde l’amarezza per un epilogo che definisce la certificazione di un fallimento più ampio: quello del tavolo di crisi aperto per salvare i tre siti produttivi. “Una decisione che lascia amarezza e accresce la preoccupazione per il futuro occupazionale di tanti nostri concittadini”, ha dichiarato il primo cittadino, annunciando che l’Amministrazione comunale sarà presente già domani al tavolo ministeriale, insieme a tutte le parti coinvolte nella vertenza.
Il sindaco Sacco non usa mezzi termini nel chiedere chiarezza al MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sollecitando spiegazioni puntuali su una serie di scelte che, a suo dire, hanno inciso profondamente sul destino dell’azienda. Perché è stato abbandonato il concordato? Perché si è scelta la strada dell’amministrazione straordinaria senza che, secondo il primo cittadino, ne ricorressero i presupposti? Perché si è arrivati alla cessazione della produzione, con la conseguente perdita di commesse e clienti? E soprattutto: che fine hanno fatto i capitali e le risorse che erano stati promessi dal fondo di investimento coinvolto nell’operazione?
Interrogativi che il sindaco di Roccasecca ripercorre uno per uno, ricordando come durante l’intera procedura concordataria l’Amministrazione avesse più volte denunciato la mancanza di trasparenza sull’iter amministrativo in corso. Non solo: era stata chiesta anche una verifica su eventuali operazioni speculative, con l’impegno a perseguirle con fermezza qualora fossero state accertate. A questo si aggiunge la richiesta, più volte reiterata e mai pienamente soddisfatta, di un vero piano industriale, ritenuto indispensabile per garantire un futuro concreto agli stabilimenti e ai lavoratori.
Restano poi sul tavolo altre domande, non meno rilevanti: quale sia l’effettiva consistenza del patrimonio aziendale, quali i materiali disponibili e gli ordinativi ancora esistenti, e infine quale sia stata la destinazione delle somme raccolte attraverso il capitale obbligazionario. Domande che, secondo Giuseppe Sacco, meritano risposte nel rispetto dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e di tutte le istituzioni che in questi anni hanno lavorato con responsabilità per trovare una soluzione alla vertenza, e che oggi si sentono, nelle sue parole, “legittimamente tradite”. Se sono stati commessi errori, ribadisce il sindaco, le relative responsabilità “vanno accertate e sanzionate”.
Sul fronte della tutela immediata dei lavoratori, il Comune di Roccasecca annuncia che chiederà l’attivazione senza indugi di tutti gli strumenti previsti dalla normativa, a partire dalla cassa integrazione anche per cessazione dell’attività, insieme a ogni altro ammortizzatore sociale necessario per sostenere le famiglie coinvolte in una fase che si preannuncia particolarmente delicata.
Un impegno, quello dell’Amministrazione comunale, che il sindaco Sacco rivendica come una continuità storica: “Lo abbiamo fatto dal 2018, continueremo a farlo sempre”, assicura, ribadendo la disponibilità a mettere in campo “tutti gli strumenti di pressione” a disposizione dell’ente per seguire da vicino ogni sviluppo della vicenda, al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie.




