Una serata che dovrebbe restare nel ricordo per la sua leggerezza si è trasformata in un incubo nella notte tra il 25 e il 26 luglio, in una zona rurale di Subiaco. Qui, intorno alla mezzanotte, i Carabinieri della Stazione di Subiaco e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale sono intervenuti dopo una segnalazione arrivata dal 118, imbattendosi in una scena che ha subito fatto scattare l’allarme.
I militari hanno trovato per strada una donna in evidente stato confusionale, il corpo coperto di sangue, che chiedeva aiuto a gran voce. È stata proprio lei a guidare i soccorritori poco distante, in un’area verde dove si trovava un uomo di 43 anni riverso a terra, sanguinante, con una profonda ferita alla spalla destra. Un quadro drammatico che ha richiesto l’intervento immediato del personale sanitario.
Secondo le prime ricostruzioni, i due si erano appartati in quella zona per trascorrere insieme un pic-nic, prima che la serata precipitasse in circostanze ancora da chiarire fino in fondo. Di fronte ai soccorritori e alle forze dell’ordine, la donna avrebbe fornito versioni contrastanti su quanto accaduto, alimentando i dubbi degli inquirenti sulla dinamica dei fatti. Sul luogo dell’aggressione è stato rinvenuto e sequestrato un coltello con una lama di circa 10 centimetri, repertato con il supporto del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Frascati, che ora dovrà contribuire a ricostruire con precisione l’accaduto.
Il 43enne, residente nella zona, è stato trasportato d’urgenza dapprima al Pronto Soccorso di Subiaco e successivamente trasferito al Policlinico Umberto I di Roma, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni restano dunque sotto stretta osservazione medica, mentre la comunità locale segue con apprensione gli sviluppi della vicenda.
Per la 37enne, originaria del posto, è scattato l’arresto con l’accusa di tentato omicidio: la donna è stata trasferita nel carcere femminile di Roma – Rebibbia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida che dovrà fare chiarezza sulla posizione della donna e sulle motivazioni che hanno portato a un gesto tanto violento.
Si ricorda che, allo stato attuale del procedimento — ancora nella fase delle indagini preliminari — la persona coinvolta è da ritenersi presunta innocente fino a un accertamento definitivo di colpevolezza sancito da sentenza irrevocabile.




