Una fitta serie di interventi ha impegnato nelle ultime ore le Forze dell’Ordine a Roma e provincia, tra operazioni di contrasto alla criminalità, controlli straordinari del territorio e un salvataggio in extremis che ha coinvolto anche un passante di turno. Un quadro che restituisce l’immagine di una macchina della sicurezza in costante movimento, capace di intervenire su fronti molto diversi tra loro nell’arco di poche ore.

I Carabinieri della Stazione Roma IV Miglio Appio hanno individuato gli autori di una serie di furti d’auto commessi lo scorso giugno nel quartiere, in particolare in via della Stazione di Torricola e nelle strade limitrofe. Sono sei le vetture risultate sottratte, quattro delle quali già recuperate e restituite ai legittimi proprietari. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti in zona, hanno permesso di identificare due giovani di origine rom, un 18enne e una 20enne, poi denunciati in stato di libertà per furto aggravato in concorso. Gli atti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria.
Un episodio di particolare gravità ha riguardato il rione Monti, dove i Carabinieri della Stazione Roma Quirinale, insieme al Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma nei confronti di un 32enne di origini congolesi. L’uomo è gravemente indiziato di sequestro di persona, violenza sessuale e rapina, in relazione a un episodio risalente allo scorso 5 luglio, quando una donna di 56 anni, italiana, sarebbe stata bloccata e aggredita mentre rientrava nella propria abitazione, per poi essere derubata di gioielli e orologi. La vittima è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina-Gemelli. Le indagini, condotte tramite rilievi tecnici, prelievi biologici e analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno portato all’individuazione dell’uomo, nella cui abitazione, in zona Trullo, è stata rinvenuta parte della refurtiva. Il 32enne si trova ora nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nelle ore serali e notturne, il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Roma ha condotto due distinti interventi che hanno portato alla denuncia di tre persone. In via Casilina, a seguito di una segnalazione al 112, i militari hanno rintracciato un 44enne di origine romena, senza fissa dimora, trovato in possesso di una pistola scacciacani priva del prescritto tappo rosso, con relativo caricatore e due bossoli a salve rinvenuti nei pressi. Poco più tardi, in via di Tor Tre Teste, i Carabinieri sono intervenuti per una lite sfociata in aggressione: due cittadini romani di 38 e 48 anni, secondo quanto ricostruito per un diverbio legato all’attività di soccorso stradale, avrebbero colpito un 42enne di origine romena esplodendo anche alcuni colpi con una pistola a salve. Bloccati a bordo di un’auto poco distante, i due sono stati trovati in possesso di un’ulteriore pistola a salve e di alcune cartucce, mentre presso l’abitazione del 38enne è scattato il sequestro cautelare di un fucile e di una pistola regolarmente detenuti. Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà.
Un intervento diverso, ma ugualmente significativo, si è consumato questa mattina in Viale delle Medaglie d’Oro, dove un uomo di 53 anni è stato colto da un malore improvviso mentre era alla guida, perdendo il controllo del veicolo e terminando la corsa contro alcuni cassonetti. Una pattuglia dei Carabinieri di passaggio, allertata da un testimone, è intervenuta estraendo l’uomo privo di conoscenza e avviando le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguite con l’uso di un defibrillatore messo a disposizione da un commerciante della zona. Il personale dell’Ares 118, giunto sul posto, ha completato le manovre fino alla ripresa dell’attività cardiaca, trasportando poi l’uomo in codice rosso presso l’ospedale Santo Spirito. Un episodio che conferma il valore della collaborazione tra Forze dell’Ordine e sistema sanitario d’emergenza nella gestione delle situazioni più critiche.

Nel quadrante di Colle Oppio, tra i rioni Monti e Celio, i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante hanno condotto un servizio straordinario che si è concluso con due arresti e cinque denunce, nell’ambito delle strategie di controllo del territorio indicate dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tra gli episodi più rilevanti, l’arresto in flagranza di un 21enne originario del Gambia, sorpreso a cedere una piccola quantità di sostanza stupefacente, e l’esecuzione di un ordine di carcerazione a carico di un 32enne romeno, destinato a scontare oltre tre anni di reclusione a Regina Coeli. Tra le persone denunciate figurano anche una donna trovata in possesso di un casco oggetto di furto, poi restituito al proprietario, e un uomo che non avrebbe rispettato l’ordine di allontanamento dalla cosiddetta zona rossa. L’operazione ha permesso anche di ripristinare il decoro dell’area, con la rimozione di circa 200 chilogrammi di rifiuti dal parco, grazie al supporto fornito dai militari al personale dell’A.M.A.
Un episodio di cronaca a lieto fine si è invece registrato in Largo Goldoni, dove una carabiniera della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, libera dal servizio e in abiti civili, ha notato l’atteggiamento sospetto di due persone che adocchiavano insistentemente turisti e passanti. Seguendoli a distanza, la militare ha assistito al furto dello zaino di una turista cinese di 24 anni e, chiesto immediatamente il supporto dei colleghi, è intervenuta bloccando i due responsabili, cittadini romeni di 21 e 27 anni, entrambi con precedenti. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla vittima, rimasta illesa. I due arrestati sono stati condotti a piazzale Clodio per il rito direttissimo.

Sul fronte della violenza di genere, la Polizia di Stato ha condotto in carcere un trentacinquenne romano ritenuto responsabile di aver appiccato un incendio nel negozio in cui lavorava la ex compagna, al culmine di una lunga escalation di violenze e atti persecutori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio, coordinati dai pubblici ministeri di Palazzo Clodio, l’uomo, già sottoposto al divieto di avvicinamento e al braccialetto elettronico, si sarebbe liberato del dispositivo poco prima di appiccare il rogo, distruggendo l’esercizio commerciale e l’appartamento sovrastante, per fortuna disabitato in quel momento. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere e l’uomo si trova ora recluso a Regina Coeli.

Nel quadrante est della Capitale, lungo la direttrice Borghesiana-Tor Bella Monaca-Torre Angela, una vasta operazione coordinata dal dirigente del VI Distretto Casilino, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, della Polizia Stradale, delle unità cinofile e degli operatori dell’ASL Roma 2, ha interessato le fermate della metro C di Grotte Celoni e Torrenova. I controlli hanno permesso di individuare diverse dinamiche di spaccio al dettaglio, con l’arresto di tre persone, tra tunisini e italiani, sorprese in una sorta di “staffetta” tra chi agganciava gli acquirenti e chi effettuava le cessioni, e il sequestro di un ingente quantitativo di materiale illecito. Analoghe modalità sono state riscontrate in un secondo intervento, con due cittadini tunisini arrestati, e in un terzo episodio nella zona nota come “Le Palme”, dove un giovane tunisino, nel tentativo di fuga, avrebbe cercato di disfarsi del materiale sequestrato nei pressi di un tombino. Nel corso della stessa attività sono scattati anche l’arresto per evasione di un cittadino italiano sorpreso alla guida mentre avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari, e quello di una donna destinataria di un ordine di carcerazione. Sono state inoltre sanzionate alcune attività commerciali per irregolarità amministrative e sanitarie, per un totale di oltre 2.300 euro di sanzioni, a fronte di oltre 200 persone identificate e 66 veicoli controllati.
Un’ulteriore operazione della Polizia di Stato, condotta dagli agenti del III Distretto Fidene-Serpentara, ha portato all’arresto di un sessantatreenne italiano trovato in possesso di oltre tre chili di materiale illecito, occultati in un vano ricavato nel cruscotto della propria auto. L’uomo, fermato in via di Torre Spaccata dopo un servizio di osservazione scattato a seguito di una segnalazione, aveva allestito nella propria abitazione una sorta di postazione per il confezionamento delle dosi, dove sono stati trovati anche 10.000 euro in contanti e un quaderno per la gestione della contabilità. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Non solo repressione, ma anche restituzioni a lieto fine: una pattuglia dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale di Roma Capitale ha ritrovato, in un’area verde nei pressi di via Luigi Candoni, attrezzatura medica di ingente valore, riconducibile a un’azienda svizzera, rubata da un furgone parcheggiato nei pressi di un albergo. Il pronto riconoscimento della natura sanitaria del materiale da parte degli agenti ha permesso di risalire in poche ore ai legittimi proprietari, consentendo lo svolgimento regolare di una dimostrazione programmata presso la Link Campus University, nel quartiere Aurelio.
A Ladispoli, la Polizia di Stato ha apposto i sigilli a un locale del centro cittadino, disposto dal Questore di Roma ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S. al termine di un’istruttoria condotta dagli agenti del Commissariato di P.S. Ladispoli. Il provvedimento, che prevede la chiusura per dieci giorni, arriva dopo un episodio risalente alla sera del 30 agosto, quando un’ambulanza intervenuta per soccorrere un giovane ferito in una lite nei pressi del bar era rimasta bloccata da un gruppo di avventori che ne impediva la partenza verso l’ospedale. Gli agenti intervenuti a supporto del personale sanitario avrebbero dovuto fronteggiare la resistenza di alcuni giovani, alcuni armati di cocci di bottiglia, prima di riuscire ad aprire un varco e consentire all’ambulanza di ripartire. Le verifiche successive hanno confermato la frequentazione abituale di persone gravate da precedenti penali e di polizia, oltre a una diffusa tendenza al consumo eccessivo di alcolici, elementi che hanno portato alla sospensione della licenza dell’esercizio.
Una messinscena costruita con la precisione di un copione telefonico è stata invece smontata dagli agenti della Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, che hanno arrestato due giovani originari dell’hinterland partenopeo, ritenuti responsabili in concorso di truffa aggravata. Il meccanismo, secondo la ricostruzione degli investigatori, prevedeva una prima telefonata per allontanare il marito di casa con il pretesto di una fantomatica clonazione della targa dell’auto, e una seconda per convincere la moglie, rimasta sola, a consegnare i propri gioielli a un sedicente “assistente del giudice” giunto alla porta. A insospettire gli agenti è stata un’auto a noleggio notata nei pressi di largo Bacigalupo, il cui movimento sincronizzato con quello di un complice ha portato a un controllo durante il quale è stato rinvenuto, occultato addosso a uno dei due, un involucro con monili in oro e argento, collane di perle e altri preziosi sottratti alla coppia raggirata.
Si è invece chiusa con due arresti un’articolata indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, su una serie di rapine messe a segno con tecniche analoghe ai danni di uffici postali tra il 2023 e il 2024. Il Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere per un cinquantaduenne catanese e un sessantottenne romano, entrambi già detenuti per altri reati, ritenuti coinvolti in almeno tre episodi avvenuti nei quartieri di Casal de’ Pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro, caratterizzati da travestimenti elaborati per eludere il riconoscimento. Decisive per l’identificazione sono state le immagini delle videocamere di sicurezza, che hanno permesso di individuare dettagli distintivi come un cerotto utilizzato per occultare un tatuaggio, oltre al tracciamento di un veicolo a noleggio impiegato nei sopralluoghi e nella commissione dei colpi.
Infine, nella zona dei Fori Imperiali, la Polizia Locale di Roma Capitale ha arrestato un 29enne di nazionalità bosniaca, segnalato da alcuni cittadini mentre avrebbe minacciato i passanti brandendo una pistola. L’intervento, avvenuto nell’ambito dei controlli rafforzati nella cosiddetta zona rossa attorno al Colosseo, si è concluso dopo che l’uomo avrebbe reagito con aggressività, spintonando un agente e tentando la fuga. Nella sua disponibilità è stata trovata una pistola con relative munizioni, mentre nella camera d’albergo dove alloggiava insieme alla compagna, una 30enne croata, sono stati rinvenuti ulteriori proiettili, una modica quantità di sostanze e materiale riconducibile al confezionamento. Per il 29enne sono state contestate le ipotesi di detenzione abusiva di armi e resistenza a pubblico ufficiale; sia lui sia la compagna sono stati segnalati alla Prefettura per il possesso di sostanze a uso personale. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e l’uomo si trova ora a Regina Coeli in attesa di giudizio.




