Si è chiuso con un traguardo importante il progetto Breithorn 2026, l’iniziativa che ha accompagnato un gruppo di giovani soci della Sezione CAI di Frosinone fino a 4.164 metri di altitudine, sulla vetta del Breithorn Occidentale, una delle cime più affascinanti e riconoscibili delle Alpi Pennine.
L’avventura si è svolta tra il 24 e il 27 luglio, quattro giornate intense in cui i ragazzi, guidati e sostenuti dagli accompagnatori del Gruppo di Alpinismo Giovanile, hanno affrontato passo dopo passo l’ascensione, misurandosi con l’altitudine, la fatica e le insidie tipiche dell’alta quota. Non una semplice gita in montagna, dunque, ma un vero percorso di crescita tecnica e personale, costruito nel tempo attraverso allenamenti, uscite propedeutiche e un lavoro costante sulla preparazione alpinistica dei più giovani.

Il Breithorn Occidentale non è una cima qualunque: con i suoi 4.164 metri rappresenta uno degli obiettivi più ambiti da chi si avvicina all’alpinismo di alta quota, un punto di passaggio quasi simbolico tra l’escursionismo evoluto e la montagna “vera”, fatta di ramponi, corda e cordata. Per i giovani soci frusinati si tratta dell’ottava vetta oltre i 4.000 metri raggiunta negli anni grazie a questo progetto formativo, un numero che racconta da solo la continuità e la serietà con cui la Sezione CAI di Frosinone porta avanti la propria tradizione alpinistica.
A rendere ancora più significativa questa spedizione è stata la presenza di ben sei componenti del Consiglio Direttivo della Sezione, saliti in quota insieme ai ragazzi. Un dettaglio che va oltre la semplice cronaca dell’impresa sportiva: dimostra come il vertice dell’associazione non si limiti a promuovere l’alpinismo giovanile a parole, ma scelga di viverlo concretamente, condividendo fatica e soddisfazioni con chi rappresenta il futuro del sodalizio.

Dalle prime cordate sui sentieri di casa fino ai ghiacciai valdostani, il percorso di Alpinismo Giovanile del CAI continua così a formare nuove generazioni di appassionati di montagna, trasmettendo non solo tecnica, ma anche rispetto per l’ambiente alpino e capacità di lavorare in gruppo. Dalla Sezione arriva ora l’auspicio che l’esperienza del Breithorn possa essere da stimolo per altri giovani del territorio, incuriositi da un percorso formativo serio, strutturato e capace di regalare emozioni che restano impresse per una vita intera.




