Due episodi distinti, avvenuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, restituiscono l’immagine di un territorio dove il controllo delle forze dell’ordine resta costante e capillare. Il primo arriva da Sora, dove nella serata di ieri è stato messo in campo un servizio straordinario di controllo del territorio che ha visto scendere in campo, fianco a fianco, personale della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, con il supporto aggiuntivo dell’unità cinofila della Squadra di Nettuno e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio.
L’operazione, pensata per prevenire e reprimere i reati predatori e lo spaccio di sostanze stupefacenti, si è concentrata nelle zone della città considerate più sensibili, quelle dove maggiore è la concentrazione di persone e, di conseguenza, più alto il rischio di episodi di illegalità. A dare una mano decisiva agli agenti ci ha pensato Odina, il cane poliziotto il cui fiuto ha permesso di individuare complessivamente poco più di cinque grammi di hashish, nascosti in diversi punti della città.
Una parte della sostanza, suddivisa in tre involucri, è stata rinvenuta nei pressi di piazza Mayer Ross: in questo caso si procede a carico di ignoti, non essendo stato possibile risalire a un responsabile diretto. Il resto del materiale è stato invece contestato a due giovani, per i quali è scattata la segnalazione alla Prefettura in qualità di assuntori. Il bilancio complessivo della serata parla di oltre cento persone identificate, una settantina di veicoli controllati e sei attività commerciali sottoposte a verifica, con una sola irregolarità riscontrata per la mancata esposizione del QR code dell’Agenzia delle Entrate sulla cassa. Le forze dell’ordine hanno già annunciato che nelle prossime settimane il territorio sarà oggetto di ulteriori controlli a tappeto.
Cambiando scenario ma restando in provincia, a Frosinone la Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento decisamente più drastico. Protagonista un uomo di 31 anni del capoluogo, già gravato da un pesante precedente per omicidio preterintenzionale risalente al 2019 e recentemente finito nuovamente nei guai per evasione, maltrattamenti in famiglia, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale. Per lui il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha disposto la sospensione della detenzione domiciliare, con conseguente rientro immediato in carcere eseguito dalla Squadra Mobile.
A far precipitare la situazione era stata, nei giorni scorsi, una drammatica richiesta d’aiuto al numero di emergenza NUE 112, lanciata dalla moglie dell’uomo. Una segnalazione che la sala operativa della Questura aveva immediatamente girato agli equipaggi della Squadra Volante in servizio sul territorio, permettendo un intervento rapido su una situazione già fuori controllo. Il 31enne, si è scoperto, aveva aggredito in casa sia la madre che la moglie, quest’ultima costretta a fuggire in strada per mettere in salvo i figli piccoli, dove però veniva raggiunta, strattonata e minacciata dallo stesso marito, uscito di casa in aperta violazione degli arresti domiciliari.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, l’uomo si è barricato nel palazzo, rivolgendo ingiurie e minacce agli operatori e impedendo loro l’accesso al portone condominiale. Anche dopo un primo intervento, con il temporaneo rientro nell’abitazione, l’uomo ha eluso nuovamente la sorveglianza evadendo una seconda volta, rendendo indispensabile un ulteriore e definitivo intervento della Polizia. Di fronte a una condotta giudicata di estrema pericolosità, con il concreto rischio di reiterazione dei reati, l’Autorità Giudiziaria ha deciso per il ripristino della custodia in carcere.
Due vicende diverse per natura e gravità, ma che raccontano insieme la stessa realtà: un presidio del territorio che non si ferma mai, tra prevenzione quotidiana e interventi tempestivi nei momenti di massima emergenza.




