Tre episodi diversi, un solo filo conduttore: la presenza costante delle Forze dell’Ordine sul territorio della provincia di Frosinone, impegnate su più fronti nel contrasto alla criminalità comune, ai reati contro la persona e a quelli legati agli stupefacenti. Dalla rissa di Cassino, inizialmente scambiata per una rapina a sfondo razziale, alla drammatica vicenda di Piedimonte San Germano, dove una donna ha trovato il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti in casa, fino al furto sventato in un’azienda della zona di Frosinone: tre storie che raccontano un territorio vigilato, dove il lavoro investigativo di Polizia di Stato e Carabinieri continua a dare risultati concreti.
A Cassino, la svolta è arrivata grazie al lavoro certosino degli agenti del Commissariato di Polizia di Stato. Tutto era iniziato tra la notte del 31 luglio e quella del 3 agosto, quando all’interno di un esercizio commerciale del centro cittadino era stata segnalata una presunta rapina, con tanto di aggravante razziale, che aveva rapidamente fatto il giro dei social scatenando un vero e proprio allarme tra i cittadini. Ma le immagini delle telecamere di videosorveglianza, analizzate nei minimi dettagli dalla Polizia Giudiziaria, hanno raccontato una storia completamente diversa: non una rapina, bensì una rissa scoppiata sul dehors esterno del locale, verosimilmente legata ad affari illeciti tra le persone coinvolte. Il titolare del locale e un dipendente di origine indiana, che avevano denunciato il furto di oro e di un monopattino, si sono così ritrovati smentiti dalle prove raccolte. Per tutti i protagonisti della colluttazione, compreso lo stesso dipendente e tre cittadini egiziani, sono scattate le denunce. Ancora più pesante la posizione della presunta vittima, deferita all’Autorità Giudiziaria per calunnia e simulazione di reato, mentre resta ancora al vaglio degli inquirenti la posizione dei titolari dell’attività commerciale.
Ben diversa, ma altrettanto significativa, la vicenda che arriva da Piedimonte San Germano, dove il coraggio di una donna ha permesso ai Carabinieri di intervenire tempestivamente. Lo scorso 10 luglio, la donna si è presentata presso gli uffici della Stazione Carabinieri locale per formalizzare una denuncia-querela nei confronti del marito convivente, un operaio 43enne già conosciuto dalle forze dell’ordine. Alla base della denuncia, reiterate condotte vessatorie e moleste che, secondo il racconto della vittima, l’avrebbero costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, pur non avendo subito violenze fisiche dirette. I militari, nell’ambito degli accertamenti immediatamente avviati, hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione della coppia, rinvenendo e sequestrando alcuni grammi di sostanze stupefacenti oltre a materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino è stata prontamente informata, disponendo l’attivazione delle tutele previste dal Codice Rosso a protezione della donna, a testimonianza di un sistema che, quando la denuncia arriva, sa muoversi con rapidità.
Chiude il quadro degli interventi la vicenda di Frosinone, dove un uomo di 63 anni, dipendente di un’azienda della zona, è stato sorpreso mentre sottraeva merce dal magazzino in cui lavorava. Da mesi l’azienda registrava ammanchi ingiustificati e aveva deciso di avviare un monitoraggio interno più stringente, un investimento in sorveglianza che ieri pomeriggio, intorno alle 16:30, ha dato i suoi frutti. Il personale di vigilanza ha notato il magazziniere mentre occultava alcuni prodotti e lo ha bloccato nel tentativo di allontanarsi da una porta di servizio secondaria. Immediata la chiamata al 113 e il conseguente intervento della Squadra Volante della Polizia di Stato, che ha trovato l’uomo con una busta contenente generi alimentari di prima necessità, tra cui latte, tonno in scatola, pane e frutta. Di fronte all’evidenza, il sessantatreenne, fino a quel momento incensurato, ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente.
Tre storie diverse per genesi e gravità, che restituiscono comunque l’immagine di un territorio costantemente presidiato, dove il lavoro silenzioso ma puntuale di Polizia di Stato e Carabinieri continua a fare la differenza tra un allarme sociale ingiustificato e la verità dei fatti, tra un dramma familiare taciuto e una donna finalmente protetta, tra un piccolo furto e la sua immediata scoperta.




