Un milione di euro destinato allo sviluppo della Valle dell’Aniene, ma due Comuni restano fuori dall’elenco dei beneficiari. È la protesta che arriva da Trevi nel Lazio e Filettino, i cui sindaci – rispettivamente Francesco Graziani e Paolo De Meis – hanno inviato ad anagnia.com un comunicato congiunto per denunciare quella che definiscono una disparità territoriale ingiustificata nella ripartizione del finanziamento regionale.
Il provvedimento della Regione Lazio, pensato per sostenere la valorizzazione dei borghi, il turismo lento, la tutela ambientale e culturale e il contrasto allo spopolamento, coinvolge trentacinque territori della vallata. Tra questi, però, non figurano proprio i due Comuni che rappresentano, secondo quanto sottolineato dalle amministrazioni, una parte essenziale dell’Alta Valle dell’Aniene. Le due amministrazioni comunali hanno definito la scelta difficilmente comprensibile sotto il profilo geografico, ambientale, economico e istituzionale, evidenziando come Filettino e Trevi nel Lazio condividano con gli altri comuni della vallata il Parco naturale regionale dei Monti Simbruini, le infrastrutture, i percorsi naturalistici e le medesime difficoltà di collegamento. Non un dettaglio da poco, se si considera che è proprio nel territorio di Filettino che nasce il fiume Aniene, il corso d’acqua che dà il nome all’intera vallata e che ne costituisce l’elemento identitario per eccellenza.
Le due amministrazioni hanno ricordato come la stessa programmazione regionale delle Aree Interne riconosca Trevi nel Lazio e Filettino, pur ricadendo amministrativamente nella provincia di Frosinone, quali componenti dell’Area Interna “Monti Simbruini e Terre d’Aniene”, al pari degli altri comuni della vallata. Una contraddizione, sostengono i sindaci, tra il riconoscimento formale del territorio come parte integrante del sistema intercomunale e la sua contestuale esclusione dagli strumenti finanziari destinati proprio a quello stesso sviluppo. Secondo la ricostruzione fornita dalle due amministrazioni, l’esclusione deriverebbe non da una valutazione delle caratteristiche reali del territorio, ma dalla permanenza, all’interno della Legge Regionale n. 18 del 2007, di un perimetro amministrativo tracciato quasi vent’anni fa e legato all’allora appartenenza alla Comunità montana Valle dell’Aniene e alla Provincia di Roma.
Sul piano sociale ed economico, i due Comuni denunciano da anni un quadro comune a molte aree montane dell’entroterra laziale: calo della popolazione residente, perdita di opportunità occupazionali, difficoltà nel garantire i servizi essenziali e progressivo indebolimento del tessuto commerciale, a fronte di un patrimonio naturalistico, culturale e turistico che i sindaci considerano tra i più straordinari della regione.
Per questo le amministrazioni di Trevi nel Lazio e Filettino hanno chiesto formalmente al Presidente della Regione Lazio e alla Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo economico l’apertura di un confronto istituzionale immediato, la verifica della possibilità di includere entrambi i Comuni nel programma già finanziato per il 2026 e, qualora ciò non fosse possibile con l’attuale formulazione normativa, la presentazione urgente di una modifica alla legge regionale che inserisca espressamente i due territori nel proprio ambito di applicazione. Le due amministrazioni hanno chiesto inoltre che eventuali risorse aggiuntive non vadano a discapito degli altri comuni già beneficiari e che, per il futuro, i criteri di riparto tengano conto della continuità geografica e ambientale e della reale condizione socioeconomica dei territori, superando delimitazioni amministrative ritenute ormai superate.
Nel comunicato i sindaci hanno tenuto a precisare che non si tratta di una richiesta di trattamento privilegiato né di una contrapposizione con gli altri comuni della vallata, con i quali Trevi nel Lazio e Filettino condividono problemi, progetti e prospettive comuni, ma di una richiesta di pari dignità territoriale e pari accesso agli strumenti regionali. Le due amministrazioni si dicono pronte a contribuire alla costruzione di un’offerta turistica integrata dell’intera Valle dell’Aniene, dai percorsi naturalistici e religiosi alla valorizzazione dei centri storici, fino alla tutela delle sorgenti e del patrimonio ambientale dei Monti Simbruini. Resta ora da capire se e come la Regione Lazio risponderà alla richiesta di confronto avanzata dai due Comuni montani.




