Roma torna a fare i conti con il fenomeno delle rapine messe a segno da gruppi di giovani nelle zone più frequentate del centro storico, ma la risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere. I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma e in particolare del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave, hanno condotto nelle scorse ore una vasta operazione che ha portato a quattro arresti in flagranza, due fermi di indiziato di delitto e due denunce a piede libero.
Il dispositivo, attivo nelle ore serali e notturne, ha interessato in modo particolare le aree del centro storico più frequentate da giovani e turisti, storicamente più esposte al fenomeno della criminalità predatoria. A muoversi sul campo sono stati i militari della Compagnia Roma Centro, affiancati dai colleghi delle stazioni di Roma Piazza Venezia, Roma Piazza Farnese, Roma Trastevere e Roma San Lorenzo in Lucina.
Il capitolo si chiude sulla rapina al Pantheon
Uno dei filoni più significativi dell’operazione riguarda la rapina consumata lo scorso 4 agosto in Piazza della Rotonda, quando un turista francese di 23 anni era stato aggredito con uno spray urticante e derubato di gioielli in oro e di un orologio. Quella notte i militari erano riusciti a bloccare soltanto un minorenne egiziano di 17 anni, ma le indagini avviate nell’immediatezza hanno permesso alla Procura di emettere in tempi rapidi un decreto di fermo per il secondo presunto responsabile.
Il provvedimento è stato eseguito nella notte scorsa in via delle Botteghe Oscure, nel rione Pigna, dove i Carabinieri hanno rintracciato e bloccato un cittadino egiziano di 19 anni, privo di fissa dimora e di occupazione, già conosciuto agli uffici delle forze dell’ordine. Il giovane è stato condotto nel carcere di Regina Coeli e il fermo è stato convalidato.
Lo zaino perduto che ha tradito il fuggitivo
Un secondo filone investigativo ha riguardato la rapina del 26 luglio scorso a largo Arenula, dove un turista di 23 anni era stato accerchiato, stordito con spray al peperoncino e privato di una catenina d’oro. In quell’occasione uno dei presunti responsabili era riuscito a dileguarsi, ma nella fuga aveva perso uno zaino contenente i propri documenti d’identità, rivelatosi poi decisivo per la sua identificazione.
Grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Farnese, insieme ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro e del Nucleo Operativo di Roma Trastevere, hanno rintracciato il presunto responsabile in piazza de’ Renzi: si tratta di un cittadino tunisino di 22 anni, senza fissa dimora e con precedenti penali. Anche per lui la Procura ha disposto il fermo, con successiva traduzione nel carcere di Regina Coeli e convalida del provvedimento.
Blitz anche nel Tridente e a Castro Pretorio
L’attività di controllo si è estesa anche ad altre zone della Capitale. In via del Tritone i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno bloccato, mentre tentavano la fuga, tre giovani ritenuti responsabili di una rapina avvenuta poco prima in via del Corso ai danni di un turista messicano di 45 anni, aggredito e derubato di una catenina d’oro poi recuperata e restituita. Si tratta di due cittadini tunisini, di 21 e 19 anni, e di un cittadino egiziano di 22 anni, tutti privi di fissa dimora e di occupazione. Addosso ai tre sono stati trovati uno spray urticante e altre collanine d’oro spezzate, ritenute provento di ulteriori reati: per questo motivo sono stati denunciati anche per ricettazione. Gli arresti sono stati convalidati.
Un ulteriore episodio ha visto protagonisti il Nucleo Operativo di Roma Centro, che ha denunciato a piede libero un cittadino spagnolo di 32 anni e un cittadino russo di 20 anni, entrambi senza fissa dimora, ritenuti responsabili di aver minacciato un turista ventenne in via San Martino della Battaglia per sottrargli lo smartphone.
Tutta la refurtiva recuperata e le bombolette spray utilizzate nelle aggressioni sono state sottoposte a sequestro penale.




