Si è chiusa con un bilancio più che positivo la prima edizione dei Giochi Popolari di Anagni, andata in scena l’8 e il 9 agosto nel cuore della città. Due serate che hanno riportato in piazza lo spirito delle antiche contrade, richiamando un pubblico numeroso e partecipe, capace di trasformare l’evento in una vera festa cittadina.
A raccontare i dettagli della manifestazione è il professor Carlo Cerasaro, organizzatore dell’iniziativa e vicepresidente dell’Associazione Interparrocchiale Anagni Medievale (AIAM), che si dice soddisfatto dell’affluenza registrata soprattutto nella serata di domenica, quando il pubblico ha riempito la piazza con un tifo caloroso e continuo. Cerasaro sottolinea come, trattandosi di un debutto assoluto, l’associazione lavorerà già da ora per calibrare al meglio format e regolamenti in vista della prossima edizione, valutando eventuali correzioni al programma dei giochi.
Un plauso particolare è arrivato per i più giovani capicontrada, definiti dallo stesso Cerasaro la vera anima della manifestazione. Se il coordinamento tecnico, regolamentare e i rapporti con l’amministrazione comunale sono stati curati a livello organizzativo, sul campo è stato l’entusiasmo dei ragazzi a fare la differenza, con squadre composte in larga parte da giovani dai sedici anni in su, affiancati anche da partecipanti più adulti. Un dato che, secondo l’organizzatore, conferma la voglia dei più giovani di Anagni di ritrovarsi attorno a progetti nuovi e identitari.
A colpire, oltre ai numeri, è stato soprattutto il clima che si è respirato tra le squadre in gara. Nonostante la competizione fosse sentita, tra le contrade è prevalso uno spirito di solidarietà autentico: al termine di ogni prova gli abbracci spontanei tra concorrenti di squadre diverse sono stati la norma, così come l’attenzione reciproca verso chi, nel corso delle prove, ha rimediato qualche colpo o caduta. Anche nei momenti più delicati, legati all’assegnazione di eventuali penalità, il confronto tra i capicontrada è rimasto sempre corretto, senza che si registrasse una sola discussione.
Il programma della prima serata si è arricchito con l’esibizione degli sbandieratori di Carpineto, che hanno regalato al pubblico uno spettacolo di grande suggestione. Tra gli ospiti della due giorni anche don Rodolfo Baldazzi, presidente regionale delle manifestazioni storiche del Lazio e presidente nazionale dei giochi storici, intervenuto con una riflessione sul valore aggregativo della rievocazione e sull’importanza della partecipazione giovanile. Presente anche don Marcello Coretti, mentre il palio realizzato per l’occasione porta la firma di una giovane artista dell’istituto Marconi.
Al momento delle premiazioni, consegnate dallo stesso Cerasaro insieme agli organizzatori dell’AIAM, è arrivata la conferma del verdetto sul campo: vittoria per la Contrada Torre, seguita al secondo posto da Colle Sant’Angelo e al terzo da Tofano.







Sui social è arrivato anche il commento del consigliere comunale Donatello Cardinali, che ha voluto ringraziare pubblicamente l’AIAM e tutte le contrade coinvolte per l’impegno messo in campo. Cardinali, che si è tolto lo sfizio di festeggiare da tifoso proprio la vittoria della sua Contrada Torre, ha rimarcato come il vero risultato della due giorni vada oltre il singolo successo sportivo: la capacità di far ritrovare la città attorno alle proprie tradizioni, in un clima di lealtà e condivisione.

Un auspicio, quello del consigliere, condiviso da tutta la comunità: che questa prima edizione dei Giochi Popolari possa diventare un appuntamento fisso nel calendario cittadino.




