Un fine settimana di controlli intensivi ha attraversato la Capitale, restituendo il ritratto di una Roma che le forze di polizia continuano a presidiare con attenzione capillare, tra stazioni ferroviarie, quartieri residenziali ed esercizi commerciali. Tre operazioni distinte, condotte in altrettante zone della città, raccontano un unico filo conduttore: quello di Forze dell’Ordine impegnate quotidianamente a garantire la sicurezza dei cittadini, spesso individuando l’anomalia dove meno ci si aspetterebbe.
Il capitolo più eclatante arriva dalla stazione di Roma Termini, dove gli agenti della Polizia Ferroviaria del Compartimento Lazio hanno intercettato un carico di droga dal valore stimato di oltre un milione di euro. Tutto è nato da un controllo di routine a bordo di un treno Alta Velocità in sosta allo scalo, diretto verso sud. Ad attirare l’attenzione degli operatori non è stato il comportamento di un passeggero, un ventisettenne di origine nigeriana, regolare sul territorio nazionale e senza precedenti, quanto piuttosto il suo bagaglio: uno zaino insolitamente voluminoso e pesante. Un dettaglio apparentemente marginale, ma sufficiente per un occhio allenato a insospettirsi.
All’interno dello zaino, gli agenti hanno trovato numerosi contenitori per alimenti ermeticamente chiusi, con saldature irregolari e un peso non omogeneo tra loro: la classica anomalia che negli anni ha insegnato agli investigatori a guardare oltre l’apparenza. Una volta condotti i controlli negli uffici della Polizia Ferroviaria, i sedici contenitori hanno rivelato il loro reale contenuto: 617 ovuli di sostanza stupefacente, confezionati artigianalmente in cellophane trasparente e marcati con sigle differenti, per un peso complessivo di 7,812 chilogrammi. Il giovane è stato arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ne ha convalidato l’arresto. Resta fermo il principio della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Spostandosi nel quadrante sud della Capitale, un servizio straordinario di controllo del territorio ha interessato il quartiere Torrino e diverse aree del Municipio IX, condotto dai Carabinieri della Compagnia Roma E.U.R. con il supporto del Nucleo Radiomobile del Gruppo di Roma. L’operazione, in linea con le strategie di controllo del territorio indicate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha prodotto numeri significativi: 457 persone identificate, 298 veicoli controllati, un arresto, dieci denunce alla Procura della Repubblica, tre segnalazioni alla Prefettura per uso personale di stupefacenti e sanzioni al Codice della Strada per oltre 6mila euro complessivi.
L’episodio più rilevante ha riguardato un uomo di 40 anni, arrestato dai militari della Stazione di Roma Garbatella in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal G.I.P. del Tribunale di Roma in aggravamento degli arresti domiciliari cui era già sottoposto. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire 416 grammi di marijuana, circa mezzo grammo di cocaina, due bilancini di precisione, materiale da confezionamento, un coltello e un paio di forbici con tracce di sostanza stupefacente. Per gli stessi fatti è stata denunciata a piede libero anche una donna di 48 anni, presente al momento della perquisizione.
Tra le altre dieci persone denunciate nel corso del servizio figurano un cittadino senegalese di 33 anni, sorpreso con alcuni grammi di hashish e marijuana pronti per lo spaccio, e un uomo di 45 anni fermato all’esterno di un centro commerciale in via Laurentina dopo aver sottratto capi di abbigliamento per un valore di 61 euro, poi recuperati e restituiti. Un dipendente ventiseienne di un’area di servizio lungo la Magliana Nord è stato invece identificato come presunto autore del furto di 355 tagliandi “Gratta e Vinci”. I controlli hanno portato anche alla denuncia di un uomo bulgaro di 58 anni, sorpreso in piazzale Adenauer a esercitare l’attività di parcheggiatore abusivo, e di un altro cittadino bulgaro di 28 anni, sanzionato per lo stesso motivo con contestuale notifica del D.A.Spo. urbano.
Non sono mancati episodi curiosi quanto significativi: un ragazzo romano di 24 anni, controllato nel Parco Schuster, è stato denunciato per falsità materiale dopo aver esibito una carta d’identità con il microchip rimosso. Un uomo di 25 anni, di origine marocchina, è stato invece fermato in largo delle Foibe Istriane in possesso di un martello frangivetro e di un attrezzo con lama acuminata, mentre in via della Grande Muraglia due persone, un uomo di 52 anni e una donna di 71, sono state sorprese a bordo della propria auto con arnesi da scasso e un dispositivo GPS satellitare magnetico. Infine, un uomo di 52 anni è stato fermato in via di Decima con un coltello a serramanico lungo venti centimetri.
Il terzo fronte dei controlli ha riguardato invece la tutela dei minori, con un intervento della Polizia di Stato nel quartiere Tufello. Il Questore di Roma ha disposto la chiusura per dieci giorni di un esercizio di vicinato, ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, dopo un’indagine condotta dagli investigatori del III Distretto Fidene-Serpentara. Gli accertamenti erano scattati dopo il ricovero in ospedale, in prognosi riservata, di un ragazzo giunto al pronto soccorso in stato comatoso per abuso etilico e trauma cranico. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sera precedente il giovane, insieme ad alcuni coetanei, avrebbe acquistato in quell’esercizio una bottiglia di vodka senza che il titolare gli chiedesse alcun documento né si informasse sulla sua età. Una volta in strada, il ragazzo avrebbe iniziato a bere fino a sentirsi male, cadendo a terra e sbattendo la testa sul marciapiede, prima di essere soccorso dagli amici e dal personale del 118. Per il titolare dell’esercizio è scattata, oltre alla sospensione dell’attività, anche la denuncia all’autorità giudiziaria per somministrazione di alcolici a minori.
Tre episodi diversi per dinamica e gravità, ma accomunati da un unico filo conduttore: quello di un apparato di sicurezza che, tra grandi sequestri e controlli minuti, continua a vigilare su una città complessa e in costante trasformazione, dove la prevenzione passa tanto dai grandi numeri quanto dai dettagli apparentemente insignificanti.




