Anagni – Doveva essere una serata come tante, con la musica che animava Piazza Innocenzo III e le famiglie, bambini compresi, a ballare e divertirsi in un clima di festa. È rimasta tale fino a mezzanotte e trenta circa. Poi, nella notte tra mercoledì e giovedì, qualcosa si è rotto, non solo metaforicamente, e la piazza simbolo del centro storico si è trasformata — non per la prima volta, come raccontano i residenti e come raccontato anche su questo giornale un anno fa o poco più — in un teatro di degrado che ha lasciato sul selciato vetri infranti, rifiuti e la rabbia di chi in quella zona ci vive e ci lavora.
Le testimonianze raccolte descrivono un quadro pesante. Gruppi di ragazzi, alcuni visibilmente in evidente stato di ebbrezza, avrebbero dato vita a scene difficili da raccontare senza un certo pudore: persone che si sono sentite male e hanno vomitato a terra, urina lasciata in ogni angolo del parcheggio e dei vicoli limitrofi, comprese — secondo quanto riferito da chi ha assistito alla scena — alcune minorenni che non avrebbero esitato a farlo in pubblico. Un residente della zona, che ha voluto raccontare l’accaduto, ha parlato senza mezzi termini di un parcheggio diventato ormai “la discarica degli ubriachi“, denunciando l’assenza totale di un controllo capace di prevenire situazioni simili.
Non è mancata la conta dei danni materiali. Il titolare di un ristorante della zona e i suoi dipendenti si sono ritrovati, a notte fonda, a raccogliere vetri rotti e a rimettere in ordine sedie rovesciate; un altro locale ha subito la rottura di un tavolo. Immagini e racconti restituiscono la fotografia di una piazza che, complice – secondo alcuni – la vendita di alcolici ben oltre la mezzanotte in alcuni esercizi, si è progressivamente trasformata da luogo di aggregazione a zona di tensione.
L’episodio più grave, però, riguarda un’aggressione. Un giovane sarebbe stato colpito ripetutamente da un gruppo di coetanei per futili motivi, tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso per un sospetto distacco della retina. Sull’episodio, va precisato, le responsabilità sono ancora tutte da accertare: nel pieno rispetto del principio di non colpevolezza, l’identificazione degli autori del gesto e la ricostruzione esatta della dinamica restano affidate agli accertamenti in corso.
A dare l’allarme, intorno all’una e trenta, è stato proprio il residente che ha contattato i Carabinieri, chiedendo un intervento immediato sul posto. Nelle ore successive, tra la notte e la mattinata di oggi, diversi giovani si sono recati presso la caserma dell’Arma per sporgere denuncia, a testimonianza di una vicenda che ha coinvolto più persone e che difficilmente può essere derubricata a semplice eccesso di una serata isolata.
A intervenire per primo sulla vicenda è stato il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, che ha voluto tracciare una netta distinzione tra l’aggressione e l’andamento complessivo della serata. “quello che è accaduto alle 4.30 del mattino è un episodio che condanniamo senza esitazioni e sul quale saranno le forze dell’ordine, che stanno facendo tutti gli accertamenti necessari, a ricostruire con precisione quanto avvenuto”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come non vada confuso “un episodio avvenuto a festa ormai conclusa, nelle primissime ore del mattino, con una serata che fino a quel momento si era svolta in maniera assolutamente positiva, con migliaia di persone presenti e senza particolari criticità”. Il sindaco Natalia ha inoltre ricordato l’impegno messo in campo dall’amministrazione insieme agli organizzatori e alle forze dell’ordine per garantire “una festa bella, partecipata e sicura”, ribadendo che un episodio di violenza, per quanto grave, “non può cancellare né mettere in discussione il lavoro fatto per una manifestazione che ha visto una partecipazione straordinaria”. “Noi continueremo a lavorare perché Anagni possa vivere momenti di festa, cultura e aggregazione, con la massima attenzione alla sicurezza di cittadini e visitatori”, ha concluso.
Sulla stessa linea, pur con un accento diverso, si è espressa Chiara Stavole, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Anagni, che ha scelto di guardare oltre il singolo episodio per affrontare il tema più ampio della prevenzione. “quanto accaduto nella notte è un episodio grave, che non va sottovalutato, ma è importante anche evitare di generalizzare e utilizzarlo per descrivere negativamente un’intera comunità giovanile”, ha spiegato l’assessore, evidenziando la necessità di “vigilare con maggiore attenzione sul rispetto degli orari di vendita e somministrazione degli alcolici e, soprattutto, sul divieto di vendita ai minorenni”. Per Stavole “la sicurezza passa anche dalla prevenzione”, ed è per questo che ritiene importante “potenziare e favorire una sempre maggiore collaborazione tra amministrazione, forze dell’ordine, esercenti, famiglie e giovani”. L’assessore ha voluto anche chiarire l’obiettivo dell’azione amministrativa: “non è criminalizzare i ragazzi, ma garantire che gli spazi di aggregazione e la vita notturna possano svolgersi nel rispetto delle regole e della sicurezza di tutti”. “Quanto accaduto va trattato e valutato con tutta l’attenzione che merita, e proprio per evitare che fatti del genere possano ripetersi è necessario vigilare e intervenire con serietà e responsabilità”, ha concluso.
Le dichiarazioni delle due figure istituzionali arrivano in un momento delicato per la città, dove nei giorni successivi ai fatti si è tornato a discutere con insistenza della necessità di un potenziamento della videosorveglianza nelle zone più frequentate del centro storico e di controlli più stringenti sugli orari di somministrazione degli alcolici, soprattutto nei confronti dei minorenni. Un tema che, alla luce di quanto accaduto, sembra destinato a restare al centro dell’agenda cittadina nelle prossime settimane, mentre si attendono sviluppi dagli accertamenti in corso da parte delle Forze dell’Ordine.




