Supino – C’è un momento, in certe serate d’estate, in cui una piazza smette di essere semplicemente un luogo e diventa una casa. È accaduto ieri sera ai Giardini di Toronto di Supino, dove decine di persone si sono ritrovate non tanto per assistere alla presentazione di un libro, quanto per essere testimoni di un ritorno atteso da tempo.
L’occasione era la presentazione di “Damme du lame e levate. La guerra dentro”, il libro di Kikò Nalli pubblicato nel 2026 da DFG Lab, inserita nel programma di All Together Village, l’iniziativa promossa dall’associazione All Together Now. Ma a guardare i volti e ad ascoltare gli applausi, era chiaro fin dalle prime battute che la serata avrebbe raccontato qualcosa di più di un semplice volume: il legame, mai reciso, tra un uomo e la propria terra.
Nalli torna infatti a Supino dopo tanti anni di assenza, e lo fa proprio attraverso le pagine di un libro che ripercorre la sua vita dall’infanzia fino alla costruzione della carriera professionale che oggi tutti conoscono. Un percorso fatto di esperienze, difficoltà, incontri e tappe internazionali, che però – ed è forse questo il cuore pulsante del racconto – non ha mai reciso il filo con le origini.
Non è un caso che una parte importante della serata sia stata dedicata al rapporto con Supino e con San Cataldo, luoghi che nel racconto di Nalli non compaiono come semplici sfondi geografici, ma come veri e propri luoghi della memoria. È lì che si trovano le chiavi per comprendere non solo il personaggio pubblico, ma anche il ragazzo, il figlio, l’uomo che si porta dietro una storia fatta di famiglia, adolescenza, sacrifici e dolore, ma anche di crescita e di capacità di reagire alle prove della vita.
A restituire forza e significato all’appuntamento è stata soprattutto la partecipazione della comunità, che ha risposto in maniera ampia e sentita, trasformando i Giardini di Toronto in una sorta di abbraccio collettivo. Un ritorno a casa, quello di Nalli, che ha assunto un valore particolarmente intenso proprio perché condiviso con chi quella storia, in fondo, l’ha vista nascere.
La serata conferma d’altronde lo spirito con cui All Together Now ha pensato All Together Village: creare occasioni autentiche di incontro e condivisione, dove al centro non ci sono le vetrine, ma le persone, le storie e il senso di appartenenza a una comunità.
E così, ieri sera, attraverso le pagine e le parole di Kikò Nalli, Supino ha ritrovato un pezzo della propria memoria collettiva, insegnando ancora una volta che si può andare lontano, costruire un proprio percorso e raggiungere traguardi importanti, ma solo restando fedeli, nel profondo, alle proprie radici.




