C’è un filo che lega i banchi di una scuola della provincia di Frosinone al red carpet della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e quel filo ha un nome preciso: INTRECCI. Il cortometraggio, diretto da Benedetto Orestini e Corrado Tatangelo, sarà presentato il 10 settembre alle ore 17:30 all’interno del programma di Casa Cinema Giovani, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un traguardo importante per un progetto che porta con sé, non a caso, radici profondamente legate al territorio.

Il film, della durata di quindici minuti, affronta un tema quanto mai attuale e delicato: il bullismo e il cyberbullismo, raccontati attraverso lo sguardo di una generazione che vive contemporaneamente dentro e fuori dallo schermo. La produzione è firmata Growing Production Srl, in un progetto realizzato insieme all’I.I.S. “G. Sulpicio” di Veroli, all’interno del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Al centro della storia c’è Matteo, un adolescente introverso e sensibile che nel mondo digitale, tra gaming e dirette in streaming, cerca uno spazio in cui sentirsi più libero. È lì, però, che tutto precipita: durante una diretta, un momento privato e imbarazzante del ragazzo finisce sotto gli occhi di altri utenti, e ciò che sembrava confinato dietro uno schermo comincia a diffondersi rapidamente, fino a varcare la soglia della scuola. Le prese in giro dei compagni, alimentate anche dalle provocazioni di Jacopo, accompagnano Matteo giorno dopo giorno, in un crescendo che culmina in un gesto estremo. Una frase, pronunciata all’interno del film, sintetizza il senso di tutta l’operazione: “quelle parole le hai scritte a qualcuno, non a un nickname. E ci vuole veramente poco a distruggere la vita di una persona”.
Non è un dettaglio da poco che le riprese si siano svolte interamente all’interno della scuola di Veroli: aule, corridoi e uffici dell’istituto non fanno da semplice sfondo, ma diventano lo spazio reale in cui la vicenda prende forma. Gli studenti del Sulpicio non sono stati soltanto spettatori del messaggio educativo, ma parte attiva del percorso, misurandosi concretamente con i mestieri del cinema, dalla macchina da presa al montaggio, dal suono all’organizzazione di una giornata di riprese. A guidarli davanti all’obiettivo è stato l’actor coaching di Andrey Maslenkin, che alla Scuola d’Arte Cinematografica per Bambini e Ragazzi di Cinecittà forma da anni giovani interpreti.
Nel cast figurano Stefano Fresi, Simone Flandina, Giulia Lapertosa e Gabriele Pagliaroli, accanto agli studenti dell’istituto verolano. La sceneggiatura porta la firma di Carlotta Strano, da un’idea condivisa con i due registi, mentre le musiche originali sono di Valerio Di Maggio, con il featuring del rapper Edoardo Cestra, in arte Price, i cui brani Catarsi, Identità e Country Road restituiscono nel film il linguaggio e le fragilità di chi cresce in un contesto di provincia. Il sound design porta la firma di Simone Costa, mentre Michele Caschera, oltre a coprodurre il film, è stato alla macchina da presa, utilizzando una ARRI Alexa Mini.

Quattro delle firme principali di INTRECCI hanno radici ad Anagni e nella provincia di Frosinone: lo stesso Benedetto Orestini, il compositore Valerio Di Maggio, il sound designer Simone Costa e il rapper Price. Il resto della squadra arriva comunque dallo stesso comprensorio del basso Lazio, a conferma di come il progetto sia il frutto di una filiera locale ormai consolidata: Corrado Tatangelo è di Frosinone, Michele Caschera di Sora, Carlotta Strano di Gavignano.
Per Growing Production, quella con la Mostra di Venezia non è una prima esperienza: la società era già presente lo scorso anno con il lungometraggio Le Vie dell’Acqua, all’interno del Venice Production Bridge. La conferma per il secondo anno consecutivo racconta una direzione precisa: tenere insieme produzione, ricerca, radicamento nel territorio e attenzione alle nuove generazioni. Accanto ai festival, la società sta peraltro lavorando a un programma di proiezioni nelle scuole, accompagnato da un incontro educativo dedicato al tema del cortometraggio, nella convinzione che parlarne apertamente resti, quasi sempre, il primo passo per affrontare davvero il problema.
Il progetto si inserisce del resto in un lavoro più ampio che Growing Production porta avanti da tempo nel territorio di Veroli e dintorni, con l’obiettivo dichiarato di costruire una filiera stabile fatta di produzione, maestranze e giovani interpreti locali, capace di portare le storie della provincia di Frosinone dentro il circuito cinematografico nazionale. Il film, oltre ai fondi ministeriali già citati, si affianca a un’attività di partecipazione continuativa a bandi e concorsi da parte della società, che ha avviato anche il suo primo progetto internazionale, una coproduzione italo-cinese.
Un’ultima annotazione, forse la più significativa: INTRECCI è dedicato, come recita la conclusione del film, “a chi non c’è più, a chi ha sofferto, a chi resiste in silenzio, a chi ha avuto paura, a chi trova il coraggio di parlare”. Un messaggio che, prima ancora di arrivare sugli schermi del Lido di Venezia, è già passato nei corridoi di una scuola della provincia di Frosinone, tra studenti che quella storia l’hanno vissuta, almeno per qualche settimana, in prima persona.




