C’è una parola, “restanza”, che negli ultimi anni ha smesso di essere un semplice neologismo per diventare quasi un manifesto. La userà ancora una volta Vallecorsa per raccontarsi, ospitando dal 6 settembre al 3 ottobre la seconda edizione del Festival della Restanza, rassegna di incontri, idee e culture pensata per interrogarsi sul senso di vivere, curare e raccontare i luoghi che abitiamo.

Il filo conduttore della manifestazione è, appunto, una domanda tanto semplice quanto decisiva: cosa significa oggi restare. Non una fuga nostalgica dal presente, ma un impegno concreto che passa dalla cura di un territorio, dalla comprensione delle sue fragilità, dal racconto della sua storia e dalla costruzione di nuove prospettive per chi lo abiterà domani. Un tema che a Vallecorsa, come in tanti altri centri della provincia di Frosinone, non è mai stato così attuale, in un momento storico in cui i piccoli borghi combattono ogni giorno contro lo spopolamento e la marginalità.
Il programma, articolato lungo quasi un mese, spazia tra ambiti apparentemente lontani ma capaci di dialogare tra loro: si parlerà di libri e di grandi autori, di musica e poesia, di sport e giovani, di lavoro e futuro, di terra e identità, ma anche di sicurezza e comunità, temi che negli ultimi tempi sono tornati centrali nel dibattito pubblico locale. Non manca, tra i filoni portanti del festival, una riflessione sul futuro dei piccoli centri della provincia di Frosinone e delle aree interne, chiamate a reinventarsi tra spopolamento, nuove economie e legami identitari da custodire.
Ad aprire ufficialmente la rassegna sarà domenica 6 settembre lo spettacolo L’Incanto della Terra, firmato da Federico Palladini insieme alla Banda dello Scolopendra, un debutto che promette di fondere musica e narrazione per raccontare il rapporto profondo tra comunità e paesaggio rurale.
Il cartellone che seguirà nelle settimane successive porterà a Vallecorsa un parterre di ospiti di primo piano, capace di tenere insieme mondi diversi: dalle istituzioni alla cultura, dallo sport all’informazione. Tra i protagonisti attesi figurano Franco Gabrielli, Umberto Zimarri, Giampiero Falasca, Chiara Nifosi, Federico De Angelis, Paolo Beria, Giancarlo Pavat, Massimo Ruspandini e Roberto Mirabella, accanto a numerosi altri relatori che animeranno gli incontri in programma fino al 3 ottobre.
Un mese intero, dunque, in cui Vallecorsa si trasformerà in un piccolo laboratorio di idee, capace di attirare l’attenzione ben oltre i confini comunali. Perché parlare di restanza, oggi, significa anche scommettere sulla capacità dei borghi di generare cultura, socialità e visione, invece di limitarsi a subire il proprio destino demografico. Il programma completo degli appuntamenti sarà reso disponibile nei prossimi giorni, con tutti i dettagli su orari e luoghi dei singoli eventi.




