Nel mondo della tecnologia e della finanza globale c’è una data che da mesi tutti tenevano cerchiata in rosso, ed è arrivata: oggi, 31 agosto 2026, segna ufficialmente l’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple. Da domani, 1° settembre, il testimone passa a John Ternus, fino a ieri responsabile dell’ingegneria hardware del colosso di Cupertino. Un passaggio di consegne che chiude quindici anni di storia aziendale e apre un capitolo del tutto nuovo, proprio mentre l’intero settore tecnologico è attraversato dalla corsa senza precedenti all’intelligenza artificiale.
Un’eredità pesantissima, raccolta e onorata
Quando Cook prese le redini dell’azienda, nell’agosto del 2011, il compito che gli si presentava davanti sembrava quasi impossibile: succedere a Steve Jobs, scomparso poche settimane dopo il passaggio di consegne, e dimostrare che Apple potesse continuare a crescere anche senza il suo fondatore visionario. Quindici anni più tardi, i numeri parlano da soli. Sotto la sua guida, la società ha rafforzato in modo straordinario il proprio ecosistema, spingendo con decisione sul fronte dei servizi digitali, sui dispositivi indossabili e sullo sviluppo dei propri chip proprietari. Un percorso fatto più di disciplina operativa e gestione strategica della catena di fornitura che di lanci spettacolari, ma capace di consolidare Apple come una delle aziende più redditizie e influenti al mondo.
Chi è John Ternus, il nuovo CEO
Il nome di John Ternus non è certo una sorpresa per chi segue da vicino le vicende dell’azienda. Cinquantunenne, californiano, laureato in ingegneria meccanica all’Università della Pennsylvania, Ternus è entrato in Apple nel lontano 2001 dopo una breve esperienza come progettista alla Virtual Research Systems. Da allora ha scalato praticamente ogni gradino della divisione hardware, occupandosi nel corso degli anni di iPad, Mac, AirPods e iPhone, fino a diventare senior vice president dell’ingegneria hardware nel 2021, ruolo che lo ha reso il più giovane membro del team esecutivo della società. Curiosamente, Ternus diventa CEO praticamente alla stessa età in cui lo divenne Cook nel 2011, un dettaglio che secondo diversi osservatori non sarebbe affatto casuale.
Una transizione pianificata, non improvvisata
A differenza del passaggio turbolento del 2011, questa volta Apple ha potuto contare su un processo di successione studiato con largo anticipo. L’annuncio ufficiale, arrivato già lo scorso 20 aprile, aveva specificato che il cambio ai vertici era stato approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione al termine di un lungo percorso di pianificazione strategica. Durante tutta l’estate, Cook e Ternus hanno lavorato fianco a fianco per rendere il passaggio quanto più graduale e indolore possibile, anche attraverso apparizioni pubbliche congiunte, come quella alla celebre conferenza Allen & Co. di Sun Valley, in Idaho, lo scorso luglio.
Cook non abbandonerà del tutto la scena: assumerà infatti il ruolo di presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, mantenendo la delega su alcune delle relazioni più delicate dell’azienda, in particolare quelle con l’amministrazione statunitense e con il governo cinese. Una scelta che permetterà a Ternus di concentrarsi principalmente sulla gestione interna, sui prodotti e sulle grandi sfide tecnologiche che attendono l’azienda nei prossimi anni. Cambia anche la governance del board: Arthur Levinson, presidente non esecutivo per gli ultimi quindici anni, diventerà lead independent director, sempre a partire dal 1° settembre.
Il debutto nel segno dell’intelligenza artificiale
Il tempismo del cambio al vertice non è affatto casuale. Ternus si troverà infatti a guidare Apple proprio nel momento clou del lancio autunnale dei nuovi prodotti, che quest’anno includerà un listino particolarmente ambizioso, con il primo iPhone pieghevole della storia dell’azienda e un nuovo smart display capace di riconoscere chi sta parlando per personalizzare i contenuti in tempo reale. Proprio l’intelligenza artificiale rappresenta la partita più delicata che il nuovo amministratore delegato dovrà affrontare, in un settore dove la concorrenza dei big della Silicon Valley si è fatta durissima.
Va detto che Ternus, pur avendo un profilo fortemente orientato ai prodotti e alla tecnologia, ha meno esperienza diretta su altri aspetti cruciali del ruolo di CEO, come la finanza, le vendite, gli affari legali e le relazioni istituzionali. Per questo, secondo diverse fonti vicine all’azienda, il nuovo corso di Apple vedrà un peso crescente per altre figure chiave della squadra dirigenziale, tra cui il chief operating officer Sabih Khan, il chief financial officer Kevan Parekh e il responsabile dei servizi Eddy Cue, chiamati a colmare le lacune gestionali del neo CEO nei primi mesi di mandato.
Un passaggio di consegne osservato da tutto il mondo economico
Il cambio della guardia a Cupertino non interessa solo gli appassionati di tecnologia, ma l’intero mondo finanziario, considerando il peso specifico di Apple sui mercati globali e il suo ruolo di indicatore per l’intero comparto tech. Con Ternus alla guida, il colosso della Silicon Valley punta a dimostrare che la propria capacità di innovare non si sia esaurita con l’era Cook, ma che sia anzi pronta ad affrontare, con rinnovato slancio, la sfida più grande dei prossimi anni: quella dell’intelligenza artificiale applicata ai dispositivi di uso quotidiano.




