Il braccio di ferro tra Roma e Madrid sulla gestione delle frontiere non si allenta. Il Governo italiano ha ufficialmente comunicato alla Unione Europea la proroga di 15 giorni della sospensione dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna, prolungando così i controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori in arrivo dal Paese iberico. La misura, in scadenza proprio in queste ore, era stata introdotta lo scorso 1° agosto in seguito alla grave crisi migratoria scoppiata a Ceuta, l’exclave spagnola nel Nord Africa dove la pressione dei flussi migratori aveva fatto scattare l’allarme sicurezza a Roma.
La nota del Viminale e il confronto telefonico tra i ministri
A confermare la decisione è una nota diffusa dal Viminale, secondo cui è in corso di notifica alla Commissione europea la comunicazione ufficiale del prolungamento dei controlli. Le valutazioni alla base del provvedimento sono state condivise direttamente dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con il suo omologo spagnolo Fernando Grande-Marlaska, nel corso di quello che il dicastero ha definito un colloquio telefonico “costruttivo”. Una scelta, quella della proroga, maturata sulla base delle analisi condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che avrebbe rilevato il permanere delle stesse condizioni che avevano giustificato la reintroduzione dei controlli lo scorso agosto.
Le parole di Piantedosi: “Decisione necessaria, ma spero sia l’ultima”
A margine della cerimonia di commemorazione del musicista Giovanbattista Cutolo, ucciso tre anni fa in piazza Municipio a Napoli, il titolare del Viminale ha commentato la scelta del Governo parlando di una proroga “necessaria”, motivata dal permanere degli elementi critici individuati dagli specialisti. Piantedosi ha però voluto sottolineare anche un segnale distensivo, riconoscendo lo sforzo profuso dalla Spagna, in sinergia con l’Unione Europea, per avviare un percorso di normalizzazione della situazione a Ceuta. Proprio per questo, ha spiegato il ministro, il Governo ha scelto di limitare la nuova proroga a due settimane, anziché optare per un prolungamento più lungo come ipotizzato nei giorni scorsi da alcuni quotidiani spagnoli. “Confido possa essere l’ultima proroga”, ha dichiarato Piantedosi, aggiungendo che l’Italia resta “disponibile a ogni forma di collaborazione” con Madrid e con Bruxelles per superare definitivamente l’impasse.
La replica di Madrid: controlli prorogati per reciprocità
La risposta della Spagna non si è fatta attendere. Fonti del ministero dell’Interno spagnolo hanno confermato che, dopo aver ricevuto la comunicazione formale della proroga italiana, il Governo di Madrid ha deciso a sua volta di prolungare per altre due settimane i controlli sui passeggeri in arrivo dall’Italia via mare e via aria. Una mossa dichiaratamente basata sul principio di reciprocità rispetto alla linea adottata da Roma. I controlli spagnoli, introdotti l’8 agosto con una durata iniziale di un mese, seguiranno dunque lo stesso destino di quelli italiani, con scadenza fissata a metà settembre.
Un bilancio sui controlli tra pochi risultati concreti
Gli ultimi dati ufficiali diffusi dal Viminale, relativi al 13 agosto, parlano di un bilancio piuttosto contenuto: tre arresti e ventuno respingimenti di cittadini extracomunitari, provenienti in gran parte da Marocco, Colombia, Cina e Georgia. Numeri che, secondo diversi osservatori, testimoniano come la misura non abbia finora prodotto risultati particolarmente significativi, pur avendo garantito, come sottolineato dallo stesso Piantedosi, la normale fluidità dei transiti per i cittadini europei. Resta ora da capire se, allo scadere di questa nuova finestra di 15 giorni, la tensione diplomatica tra i due Paesi troverà finalmente una soluzione condivisa, oppure se il confronto tra Roma e Madrid sulla gestione delle frontiere e dei flussi migratori proseguirà ancora a lungo.




