Il tema del cambiamento climatico entra prepotentemente nel dibattito politico locale, con una proposta che punta a ridisegnare il volto verde della città. È quanto emerge da una nota diffusa da LiberAnagni, la coalizione civica rappresentata in consiglio comunale dall’avvocato Luca Santovincenzo, consigliere di minoranza, che rilancia il progetto “Mille nuovi alberi per Anagni” accompagnandolo a una più ampia riflessione sulla sostenibilità delle opere pubbliche cittadine.
Il punto di partenza, secondo quanto sottolineato da Santovincenzo, è un contesto globale sempre più critico: il consigliere ha richiamato le recenti dichiarazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite, secondo cui il pianeta si troverebbe ormai in “acque inesplorate” e sempre più calde, a testimonianza di un’emergenza climatica che, a suo dire, non riguarderebbe più realtà lontane ma investirebbe direttamente anche i territori locali, Anagni compresa.
Da qui la proposta politica della coalizione: mille nuovi alberi da piantare in città, inseriti in quello che LiberAnagni definisce un vero e proprio piano di riforestazione urbana, pensato per contrastare la formazione delle cosiddette isole di calore, ovvero quelle aree cittadine dove l’asfalto e il cemento trattengono il calore rendendo le temperature percepite sensibilmente più alte rispetto alle zone verdi circostanti.
Ma la proposta della coalizione civica non si ferma alla sola piantumazione. Nella nota, Santovincenzo ha posto l’accento sulla necessità di rivedere complessivamente il metodo con cui vengono progettate e realizzate le opere pubbliche sul territorio comunale, a partire dal rispetto di una normativa già in vigore. Il riferimento è ai Criteri Ambientali Minimi, i cosiddetti CAM, i parametri che ogni pubblica amministrazione sarebbe tenuta a integrare negli appalti per ridurre l’impatto ambientale degli interventi e privilegiare materiali e soluzioni più sostenibili.
Su questo fronte, LiberAnagni ha condotto una propria verifica, analizzando un consistente numero di provvedimenti degli ultimi anni adottati dall’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Anagni in materia di affidamenti e appalti. Il risultato, secondo quanto riportato dalla coalizione, mostrerebbe che il 99,2% degli atti esaminati non conterrebbe alcun riferimento esplicito ai CAM. Un dato che, pur rimandando a valutazioni di legittimità che la stessa coalizione ritiene debbano essere approfondite separatamente, viene letto da Santovincenzo come coerente con un bilancio ritenuto negativo in materia di verde urbano al termine di nove anni di amministrazione guidata dal sindaco Daniele Natalia.
Per rendere concreta l’alternativa proposta, LiberAnagni ha portato ad esempio un intervento realizzato di recente in Via Rotabile San Francesco, dove è stata realizzata un’area di sosta da circa otto posti auto. Su quello stesso spazio, l’ingegnere Luca Ciocci ha elaborato, su indicazione della coalizione, una simulazione alternativa che i civici hanno ribattezzato “area di sosta sostenibile”. Il progetto virtuale prevede il mantenimento degli stessi otto posti auto, affiancati però da altrettanti nuovi alberi, aiuole pensate per favorire la biodiversità locale, una pavimentazione permeabile capace di assorbire le acque piovane, impianti per la produzione di energia solare e la ricarica dei veicoli elettrici, oltre a un punto dedicato alla raccolta differenziata.
Un esempio, spiegano dalla coalizione, che dovrebbe rappresentare il modello da estendere a tutto il territorio comunale, dalle strade alle piazze, fino alle future scelte amministrative. La sintesi della proposta, secondo LiberAnagni, si racchiude in tre punti cardine: più alberi, meno isole di calore, opere pubbliche progettate con maggiore attenzione all’ambiente. Non semplicemente nuove opere, dunque, ma opere ripensate secondo criteri diversi da quelli finora adottati in città.
LA NOTA INTEGRALE DI LIBERANAGNI:
Anagni, 1000 nuovi alberi e non solo: meno isole di calore e opere pubbliche progettate meglio.
“Il pianeta si trova in acque inesplorate. E quelle acque si stanno riscaldando.”
Sono le parole pronunciate dal Segretario generale delle Nazioni Unite, mentre l’ONU lancia un nuovo allarme sul riscaldamento globale e sull’aumento degli eventi meteorologici estremi.
Non è più un problema lontano. È un problema di tutti.
E allora 1.000 NUOVI ALBERI PER ANAGNI non è un semplice slogan. È l’unica strada possibile.
A 1.000 nuovi alberi accompagnamo un vero Piano di riforestazione urbana e di riduzione delle isole di calore. Ma non solo.
Fondamentale è cambiare tutto, anche il modo in cui realizziamo le opere pubbliche, ed anche semplicemente applicando la legge.
I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono i requisiti ambientali che ogni pubblica amministrazione deve integrare negli appalti, per ridurre l’impatto ambientale degli interventi e favorire materiali, tecniche e soluzioni più sostenibili. E qui abbiamo fatto una verifica. Abbiamo analizzato tantissimi provvedimenti degli ultimi anni dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Anagni relativi ad affidamenti e appalti, e il 99,2% di quelli estratti non contiene nel testo alcun riferimento ai CAM. Questo dato, a prescindere dalle valutazioni di legittimità che saranno oggetto di valutazione approfondita, è in linea con il bilancio negativo sul verde urbano di nove anni di amministrazione Natalia.
La missione è quindi cambiare radicalmente registro.
La sostenibilità ambientale dovrà essere centrale nella progettazione delle opere pubbliche di Anagni.
Un esempio concreto è Via Rotabile San Francesco.
Qualche mese fa è stata realizzata un’area di sosta di circa otto posti auto, e grazie all’ingegner Luca Ciocci si è provato a immaginare lo stesso intervento con il diverso approccio che proponiamo.
Luca ha elaborato una simulazione di quella che abbiamo definito “area di sosta sostenibile” con applicazione dei criteri ambientali minimi.
Gli stessi otto posti auto, ma con:
- otto nuovi alberi,
- aiuole e biodiversità,
- pavimentazione permeabile,
- energia solare, ricarica elettrica,
- punto di raccolta differenziata.


Questa è la nostra idea di città, che riguarderà tutto il territorio: le nostre strade, dalle nostre piazze e le nostre scelte amministrative.
1.000 nuovi alberi. Meno isole di calore. Opere pubbliche progettate meglio.
Non solo opere. Opere migliori.




