Il salotto buono dell’economia italiana, quest’anno, ha regalato molto più di un dibattito su crescita e competitività. Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, giunto alla 52esima edizione, il faccia a faccia annunciato tra il senatore a vita Mario Monti e il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci si è trasformato in uno dei momenti più discussi dell’intera manifestazione sul Lago di Como.
L’appuntamento, intitolato “Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano“, dal titolo apparentemente istituzionale, prometteva un confronto sul futuro dell’Europa. Ed è partito effettivamente su quel binario, con Vannacci che ha delineato la propria visione di un’Unione radicalmente diversa da quella attuale, insistendo sui temi a lui più cari: la crisi della natalità europea, la debolezza competitiva dell’industria continentale e quella che ha definito una sostanziale incoerenza delle politiche di Bruxelles su energia e sicurezza.
Il generale, alla sua prima uscita pubblica davanti alla platea imprenditoriale che da decenni frequenta Villa d’Este, si è detto orgoglioso di essere stato invitato, pur ammettendo con una punta di autoironia di aver vissuto momenti più adrenalinici, come il lancio con il paracadute durante la sua carriera militare. Un modo, forse, per stemperare la tensione prima di un confronto che si preannunciava già acceso.
A ribaltare i toni della giornata è stato però l’intervento di Mario Monti, che ha scelto la linea diretta piuttosto che quella diplomatica a cui l’ex commissario europeo e già presidente del Consiglio ci ha abituato in altre occasioni pubbliche. Nel suo intervento, Monti ha accusato Vannacci di proporre un programma politico incompatibile con la Costituzione italiana, sostenendo che un eventuale giuramento da ministro o da capo del Governo lo porterebbe a violarla su più punti. Non è mancato un passaggio ancora più duro, con l’accostamento tra le posizioni del leader di Futuro Nazionale e una certa retorica del Ventennio, incentrata sull’idea di una presunta superiorità nazionale.
Concludendo il proprio intervento, il senatore a vita ha lanciato quella che è già diventata la frase simbolo della giornata, promettendo che combatterò la retorica del fascismo fino all’esaurimento delle proprie energie. Un’affermazione accolta con applausi da parte della platea, mentre secondo il format del panel il diretto interessato non ha avuto la possibilità di replicare nell’immediato.
Il botta e risposta tra i due protagonisti ha finito per oscurare, almeno nella cronaca della giornata, il tema originario dell’incontro: il futuro dell’integrazione europea in un contesto segnato da nuovi equilibri geopolitici, dalla fase successiva al Pnrr e dalle sfide di competitività che attendono l’industria del continente. Un paradosso non da poco, considerando che il Forum Teha, in corso fino al 6 settembre, nasce proprio come luogo di confronto economico tra istituzioni, imprese e mondo accademico.
Al di là delle scintille verbali, la giornata di Cernobbio conferma comunque un dato politico difficile da ignorare: la crescente centralità di Roberto Vannacci nel dibattito pubblico nazionale, capace di ritagliarsi uno spazio da protagonista anche in un contesto, come quello di Villa d’Este, tradizionalmente più affine ad altri equilibri politici. Resta da capire se il confronto con Mario Monti finirà per rafforzare la sua immagine agli occhi dell’elettorato di riferimento o se, al contrario, contribuirà ad alimentare le critiche di chi lo accusa di posizioni divisive.




