Una estate intensa, costruita in poche settimane e chiusa con un bilancio che l’Amministrazione considera decisamente positivo. Dall’insediamento della nuova amministrazione, avvenuto alla fine di maggio, Trevi nel Lazio ha messo in campo un calendario di iniziative che ha puntato sulla musica, sulla valorizzazione dei luoghi storici, sulla partecipazione delle associazioni e sul coinvolgimento delle attività commerciali. Una programmazione culminata nella grande partecipazione del 30 agosto, quando Viale Cesare Battisti si è riempito in occasione della serata dedicata alla musica italiana in versione dance.

Ma, nelle parole del sindaco Francesco Graziani, il bilancio dell’estate va oltre il numero degli eventi e delle presenze. Il vero risultato sarebbe quello di aver rimesso in moto una comunità, creando una rete tra amministrazione, associazioni, giovani, volontari, attività economiche e cittadini. Una rete che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, dovrà diventare un metodo di lavoro stabile anche nei prossimi anni.
Al centro della visione illustrata dal sindaco ci sono anche la riattivazione del Museo Civico Pierantoni, la valorizzazione del Castello Caetani, il Palio e le celebrazioni di San Pietro Eremita, ma soprattutto una maggiore integrazione tra Trevi nel Lazio e gli Altipiani di Arcinazzo. Due realtà con caratteristiche diverse, ma che secondo l’Amministrazione possono rafforzarsi a vicenda attraverso una strategia comune di promozione turistica ed economica.
Abbiamo incontrato il primo cittadino per tracciare un bilancio di questa prima estate della nuova Amministrazione e per capire quali siano gli obiettivi sui quali Trevi nel Lazio intende costruire il proprio futuro.
Sindaco, siamo alla fine di un’estate particolarmente intensa. Qual è il bilancio della prima stagione organizzata dalla nuova amministrazione?
È un bilancio molto positivo, soprattutto per la partecipazione. Ci siamo insediati a fine maggio, con pochissime settimane a disposizione, e siamo riusciti a costruire un programma ricco e di qualità.
Ma il risultato più importante è aver rimesso in moto una comunità: piazze piene, famiglie, giovani, associazioni e attività commerciali nuovamente protagonisti. Da anni non si vedeva a Trevi un’estate così partecipata.
Quanto è stato difficile costruire tutto in così poco tempo?
Molto. Abbiamo però scelto fin dal primo giorno di lavorare, ascoltando associazioni, attività, giovani e cittadini e mettendo insieme tutte le energie disponibili.
È nato così un programma condiviso, dimostrando che anche con risorse economiche limitate si possono ottenere risultati importanti quando ci sono collaborazione, entusiasmo e voglia di fare.
La qualità dell’offerta musicale è stata particolarmente significativa.
Siamo riusciti, con l’impegno profuso direttamente dalla nostra Amministrazione, tramite i propri delegati alla cultura e al turismo a proporre cinque serate musicali di assoluta qualità, per tutti i gusti: dalla musica antica, valorizzando il nostro organo Bonifazi, alla lirica, dal jazz alla musica popolare, fino alla dance.
Abbiamo inoltre valorizzato il Castello Caetani, con un’iniziativa inedita che ha dato spazio per la prima volta a un giovane e talentuoso artista di origine trebana, Emiliano Nardecchia. È importante valorizzare i nostri luoghi, ma anche dare fiducia ai nostri giovani.
A proposito di Castello, in questo momento siamo in una fase sicuramente transitoria, ma questa estate ci è stata utile per riprendere il filo del discorso per la riattivazione del Museo Civico Pierantoni, un nostro obiettivo prioritario al quale stiamo lavorando, con un iter di massima già stabilito in accordo con la Soprintendenza.
Il concerto del 30 agosto ha avuto una partecipazione straordinaria.
È stata una serata che difficilmente dimenticheremo: Viale Cesare Battisti era pieno come mai si era visto prima. La scelta di proporre in versione dance la grande musica italiana amata dai meno giovani, coinvolgendo così anche i ragazzi, si è rivelata azzeccatissima.
E vedere le attività commerciali lavorare a pieno regime fino a tarda notte è stato altrettanto importante. Dimostra che gli eventi possono essere aggregazione, promozione del territorio e sviluppo economico.
Quanto è stato importante il contributo delle associazioni?
Determinante. Pro Loco di Trevi e Altipiani, Misericordia, AVIS, Bande musicali, Juvenilia, attività commerciali, volontari e tante altre realtà hanno messo a disposizione tempo, idee e competenze.
Il Comune non può e non deve fare tutto da solo: deve fare da regia, coordinare e creare le condizioni perché la comunità possa esprimersi. Questa estate abbiamo scoperto ancora una volta quanto sia straordinario il patrimonio umano di Trevi.
Questa collaborazione può diventare un modello per il futuro?
È proprio quello che vogliamo. Non vorrei che questa estate restasse un episodio isolato. Dobbiamo trasformare questa rete tra amministrazione, associazioni, attività, giovani e cittadini in un metodo stabile di lavoro.
E gli eventi possono diventare uno strumento di sviluppo turistico ed economico?
Assolutamente. Un evento non deve servire soltanto a riempire una piazza: deve portare persone a Trevi, farle fermare nei nostri locali, nelle strutture ricettive, nelle attività e soprattutto far conoscere il territorio.
L’obiettivo è costruire una vera strategia turistica ed economica, facendo in modo che chi viene a Trevi abbia un motivo per tornare.
Quanto è importante lavorare insieme a Trevi e agli Altipiani di Arcinazzo?
È fondamentale. Dobbiamo superare la contrapposizione tra “centro” e “Altipiani” e ragionare come un unico territorio.
Trevi ha storia, cultura, tradizioni e identità; gli Altipiani hanno una forte vocazione turistica, sportiva e naturalistica. Non devono competere, devono completarsi.
Chi arriva agli Altipiani deve essere invitato a conoscere Trevi e viceversa. La sfida dei prossimi anni sarà costruire una programmazione e una promozione sempre più unitarie.
San Pietro Eremita ha avuto un significato particolare per Lei?
Certamente. Viverla per la prima volta da Sindaco è stata un’emozione, ma l’ho vissuta soprattutto da trebano. San Pietro Eremita è parte della nostra identità e abbiamo la responsabilità di custodirla e tramandarla.
Importante anche il rapporto con Rocca di Botte, rafforzato dalla presenza dei sindaci Francesco Graziani ed Elvino Marzolini. Le nostre comunità condividono storia e tradizioni: dobbiamo mantenere vivo questo legame e trasformarlo in nuove occasioni di collaborazione.
E il Palio? Può diventare un appuntamento di richiamo sempre maggiore?
Credo di sì. Il Palio ha una storia e un’identità fortissime. Dobbiamo promuoverlo meglio e costruire intorno all’evento un’offerta capace di attrarre visitatori, attività e associazioni.
Ma senza snaturarlo. La crescita deve partire dalla nostra identità, non dalla sua trasformazione.
Se dovesse riassumere questa prima estate con una sola parola?
Rinascita.
Perché non abbiamo semplicemente organizzato degli eventi. Abbiamo dimostrato che Trevi può tornare protagonista e che, quando amministrazione e comunità lavorano insieme, si possono ottenere risultati importanti anche in pochissimo tempo.
Ringrazio tutte le associazioni, le attività commerciali, i giovani, i volontari, gli organizzatori e soprattutto i cittadini che hanno partecipato.
Ora dobbiamo trasformare questo entusiasmo in un percorso stabile, con una programmazione ancora più ambiziosa, una collaborazione sempre più forte tra Trevi e gli Altipiani e una valorizzazione crescente delle nostre eccellenze.
Questa estate non è la fine di un percorso. È l’inizio. E il bello deve ancora venire.




