Cinque episodi, un solo filo conduttore: il territorio non si lascia scoprire. Nelle ultime ore i Carabinieri e la Polizia di Stato hanno messo a segno una serie di operazioni che, sommate, restituiscono l’immagine di una provincia sorvegliata a tappeto, dai piccoli centri collinari fino ai principali snodi ferroviari. Evasioni dai domiciliari, truffe agli anziani, cantieri irregolari e spaccio: un mosaico di reati diversi, affrontato con lo stesso metodo, fatto di pazienza investigativa e presenza costante sulle strade.
Sgurgola, evade dai domiciliari: 52enne finisce in carcere
A Sgurgola i militari della locale Stazione Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare, disposta dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, nei confronti di un 52enne del posto. L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari da alcuni mesi per reati riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”, non aveva mai davvero accettato le regole imposte dal giudice. Per due volte i militari lo avevano sorpreso fuori dall’abitazione, senza alcuna autorizzazione a giustificare l’allontanamento. Le violazioni, puntualmente documentate e trasmesse all’Autorità Giudiziaria, hanno convinto il magistrato a inasprire la misura: l’uomo è stato quindi trasferito alla Casa Circondariale di Frosinone, dove resterà a disposizione della giustizia. Un caso che conferma quanto i Carabinieri tengano sotto osservazione, con particolare attenzione, chi è già sottoposto a misure cautelari o di prevenzione.
Esperia, cantiere edile nel mirino: sospesa l’attività, due operai in nero
Cambia scenario ma non il protagonista della giornata: sempre i Carabinieri, questa volta della Stazione di Esperia, insieme ai tecnici dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Frosinone, hanno acceso i riflettori su un cantiere edile del paese. L’ispezione, parte di un più ampio dispositivo predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone contro il lavoro sommerso, ha fatto emergere un quadro tutt’altro che rassicurante: due lavoratori impiegati “in nero”, l’assenza dei servizi igienico-assistenziali, nessuna cautela contro il rischio elettrico e, soprattutto, la mancata redazione del Piano Operativo di Sicurezza. Il legale rappresentante della ditta è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per le violazioni penali previste dal Decreto Legislativo 81/2008, mentre l’attività imprenditoriale è stata sospesa: potrà ripartire solo dopo la regolarizzazione dei lavoratori, il ripristino delle condizioni di sicurezza e il pagamento di 5.000 euro. A complicare la posizione dell’azienda, l’assenza della patente a crediti per l’edilizia, che ha comportato l’allontanamento immediato da ogni cantiere sul territorio nazionale, sei mesi di interdizione dagli appalti pubblici e una sanzione da 12.000 euro. Nel complesso, tra multe e ammende, il conto per l’impresa sfiora i 17.000 euro.
Alatri e Veroli, due truffe agli anziani: individuati gli autori
Uno dei fronti più delicati resta quello delle truffe ai danni delle persone più fragili, e nel comprensorio di Alatri i Carabinieri della locale Compagnia non abbassano la guardia. Le indagini, condotte dalle Stazioni di Alatri e Veroli, hanno portato a individuare due presunti responsabili di altrettante truffe aggravate, entrambi deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Il primo episodio risale allo scorso febbraio: una donna di 79 anni, convinta al telefono da un finto Carabiniere che un familiare fosse coinvolto in un guaio giudiziario, aveva consegnato denaro contante e monili d’oro. L’analisi incrociata delle immagini di videosorveglianza pubbliche e private ha permesso di ricostruire i movimenti del presunto esecutore, un 35enne originario della provincia di Napoli, arrivato sul posto con un’auto a noleggio. Il secondo caso, denunciato a marzo, riguarda invece una vedova di 88 anni residente nella zona di Veroli, raggirata con il classico schema del “falso nipote” e convinta a consegnare oggetti preziosi per una presunta emergenza economica. Anche in questo caso, l’incrocio tra tabulati telefonici e riprese delle telecamere ha portato all’identificazione di un 19enne originario dell’Egitto, domiciliato nel capoluogo campano. Dall’Arma arriva un appello diretto ai cittadini: nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine o di un ente pubblico chiede mai denaro o gioielli direttamente a domicilio.
Cassino, controlli serrati contro spaccio e reati predatori
A Cassino l’attività di controllo del territorio, condotta dagli agenti della Polizia di Stato, ha riguardato invece il fronte dello spaccio. Nella serata di ieri, due giovani fermati tra via Giovanni Pascoli e via del Carmine hanno insospettito la Volante con il loro atteggiamento. Le verifiche più approfondite su uno dei due, già noto alle Forze dell’Ordine, hanno portato al ritrovamento di tre involucri di sostanza stupefacente per un peso complessivo di poco più di 38 grammi. La successiva perquisizione domiciliare ha fatto emergere una pistola scacciacane priva del tappo rosso previsto dalla legge, un bilancino di precisione e un rotolo di pellicola trasparente, verosimilmente utilizzato per il confezionamento della sostanza: il giovane è stato denunciato per spaccio e per violazione della normativa sulle armi. Nella stessa zona, gli agenti hanno notato altre due persone già note alle forze dell’ordine, una delle quali gravata da un divieto di ritorno nel Comune di Cassino della durata di un anno: trovata in possesso di un coltello a serramanico di 15 centimetri, è stata denunciata sia per la violazione in materia di armi sia per l’inottemperanza alla misura di prevenzione disposta dal Questore della Provincia di Frosinone. Sempre nella giornata di ieri, il Commissariato di P.S. di Cassino ha infine deferito un uomo per violazione del Codice della Strada, a seguito degli esiti degli accertamenti sanitari disposti dopo un incidente stradale avvenuto lo scorso agosto.
Frosinone, arrestato il finto Carabiniere: recuperati gioielli per 50mila euro
Chiude il quadro un episodio che mette insieme il lavoro sinergico di Polizia di Stato e Carabinieri: a Frosinone è stato arrestato un uomo accusato di aver sottratto monili per un valore di circa 50.000 euro a un’anziana signora, presentandosi a casa sua con il solito, purtroppo collaudato, escamotage del finto appartenente alle Forze dell’Ordine. Alla vittima era arrivata prima una telefonata che annunciava la visita di un rappresentante delle forze dell’ordine per un controllo sui preziosi, in seguito a una presunta rapina in zona; poco dopo un uomo si era presentato alla porta, aveva visionato i gioielli e aveva convinto la donna a consegnarglieli per gli accertamenti. Solo in un secondo momento la vittima si è resa conto della truffa, avvisando la Stazione Carabinieri di Frosinone. A rintracciare il malfattore è stato il personale della Polizia Ferroviaria di Frosinone, impegnato in ordinari controlli presso lo scalo cittadino: insospettito dal suo atteggiamento, ha avviato accertamenti più approfonditi che hanno portato al ritrovamento, in una borsa, dei gioielli sottratti alla vittima, poi restituiti. L’uomo è stato arrestato e associato al carcere di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Un episodio che rinnova l’appello di Polizia e Carabinieri, rivolto soprattutto agli anziani e ai loro familiari: mai fidarsi di richieste di denaro o gioielli avanzate telefonicamente o a domicilio da presunti appartenenti alle forze dell’ordine, e in caso di dubbio interrompere subito la comunicazione e contattare il numero unico di emergenza 112.




