Cantieri fermi, spazi insufficienti e la sicurezza degli studenti messa in discussione: sono questi gli ingredienti di una vicenda che negli ultimi giorni ha acceso il dibattito politico sull’edilizia scolastica nella provincia di Frosinone. A raccogliere il malumore di famiglie, studenti e personale scolastico è stato il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Simone Paris, che ha chiesto formalmente al presidente della Prima Commissione Consiliare Permanente Lavori Pubblici la convocazione urgente di una seduta allargata a tutti i consiglieri provinciali.
Al centro della richiesta ci sono due istituti che, pur trovandosi a chilometri di distanza l’uno dall’altro, condividono lo stesso destino di disagi e ritardi. Da un lato l’Istituto Superiore Tulliano di Arpino, dove la didattica sconterebbe da tempo l’indisponibilità di spazi fondamentali come i laboratori, con l’aggravante delle preoccupazioni legate alle interferenze logistiche che il futuro cantiere della Casa di Comunità di Arpino potrebbe portare con sé. Dall’altro il Liceo Scientifico Francesco Severi di Frosinone, dove la tensione è arrivata al punto da spingere gli studenti a incrociare le braccia e scendere in sciopero.
Proprio la protesta degli studenti del Severi ha dato ulteriore peso alla richiesta del consigliere Paris. Nella nuova sede di Via Verdi, denuncia il sindacato studentesco dell’istituto, gli spazi a disposizione sarebbero tutt’altro che adeguati: aule dalle dimensioni ridotte, corridoi non pensati per il numero di ragazzi che devono attraversarli ogni giorno, una palestra descritta come poco più che un locale di fortuna e un laboratorio di scienze ancora ingombro di scatoloni in attesa di sistemazione. Un quadro che, secondo gli stessi rappresentanti degli studenti, solleverebbe più di una perplessità sul rispetto delle norme di sicurezza, soprattutto in un’ottica di eventuale evacuazione.
Tra le testimonianze raccolte dal sindacato studentesco spicca quella di uno studente, che ha parlato di banchi sistemati «davanti la porta dell’aula», con il rischio concreto di ostacolare le vie di fuga in caso di emergenza. Parole che, unite alla mobilitazione già messa in campo dai ragazzi, hanno contribuito a trasformare quello che poteva sembrare un disagio circoscritto in una questione di rilevanza politica e istituzionale.
Da qui la scelta del consigliere Paris di non limitarsi a una semplice interrogazione, ma di puntare dritto a un tavolo di confronto allargato. L’obiettivo dichiarato dell’audizione richiesta è fare chiarezza sullo stato dei cantieri, verificare i cronoprogrammi aggiornati e individuare soluzioni immediate a tutela della sicurezza e della continuità didattica. Per questo motivo la richiesta prevede il coinvolgimento del presidente della Provincia di Frosinone, dei dirigenti e funzionari degli uffici provinciali competenti, dei rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti d’istituto di entrambe le scuole, oltre ai rappresentanti dell’ASL di Frosinone.
Una platea ampia, pensata per affrontare la questione a trecentosessanta gradi e non limitarsi a un rimpallo di responsabilità tra enti diversi. Resta ora da capire quando la Prima Commissione deciderà di convocare la seduta richiesta, mentre studenti e famiglie di Arpino e Frosinone attendono risposte concrete su cantieri e cronoprogrammi che, a quanto pare, non possono più aspettare.




