Un pomeriggio – quello di ieri, 16 settembre 2026 – segnato da un dramma profondo e da un’angoscia che stringe il cuore dell’intera comunità. A Montelanico, un piccolo centro della provincia romana, un gravissimo incidente domestico ha travolto una famiglia di origini colombiane, trasformando pochi istanti di assenza in una tragedia su cui le forze dell’ordine stanno ora cercando di fare piena luce.
I fatti si sono verificati intorno alle ore 16:30 all’interno di un appartamento situato al terzo piano di una palazzina in via Giovanni XXIII. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori, il piccolo, di appena quattro anni, si sarebbe avvicinato al balcone nel tentativo di raggiungere un giocattolo. Nell’estenuante sforzo di afferrarlo, il bimbo si sarebbe arrampicato sulla ringhiera fino a rimanere drammaticamente sospeso nel vuoto. La presa sulle sbarre di metallo ha purtroppo ceduto in pochi secondi, provocando una spaventosa caduta da un’altezza di circa dieci metri.
Ad assistere all’impatto e a dare immediatamente l’allarme sono stati alcuni ragazzi che in quel momento stavano giocando nel vicino campetto da basket. La macchina dei soccorsi si è attivata con estrema urgenza: il personale sanitario dell’Ares 118 ha prestato le prime cure sul posto, disponendo il rapido trasferimento del piccolo prima presso il centro di primo soccorso locale e successivamente, tramite eliambulanza, al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il bambino si trova attualmente ricoverato in codice rosso nel reparto di terapia intensiva pediatrica, in condizioni ritenute gravissime e con prognosi strettamente riservata.
Oltre al grande sconforto per le sorti del piccolo, l’attenzione delle autorità è ora concentrata sull’accertamento di ogni dettaglio della vicenda. La posizione dei genitori è finita immediatamente al vaglio degli inquirenti, chiamati a ricostruire la catena di eventi ed eventuali profili di responsabilità, fermo restando che qualsiasi addebito finale dovrà essere definitivamente accertato nelle opportune sedi giudiziarie.
Le indagini sono condotte dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro, sotto la costante direzione del Capitano Davide Frenna. Dai primi riscontri è emerso che al momento del dramma il bambino si trovava solo nell’abitazione, in quanto il padre, un uomo di trentaquattro anni, si era allontanato per brevi istanti con l’altra figlia. Alla luce dei primi elementi raccolti sul campo, gli uomini dell’Arma dei Carabinieri hanno provveduto a formalizzare una denuncia a carico del genitore per l’ipotesi di reato di omessa custodia, mentre proseguono gli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica per ricostruire in modo completo e rigoroso l’esatta dinamica dei fatti.




