Paura, nella tarda mattinata di oggi all’Istituto Giovanni Verga, scuola media di largo Cocconi, nella periferia est della Capitale, in zona Collatina. Protagonista della vicenda un alunno italiano di appena 13 anni, che avrebbe prima spruzzato dello spray al peperoncino contro una propria insegnante e poi, in un crescendo di violenza difficile da spiegare, avrebbe estratto un coltello ferendola, fortunatamente non in modo grave.
La prima chiamata al numero unico di emergenza 112 risale alle 9.30 del mattino, pochi minuti dopo il suono della campanella che segna l’inizio delle lezioni. Un orario che rende la dinamica ancora più inquietante, trattandosi di uno dei momenti in cui i corridoi e le aule dell’istituto sono normalmente affollati di studenti e personale scolastico. La professoressa coinvolta è stata soccorsa e trasferita in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, dove è stata sottoposta alle cure del caso. Le sue condizioni, seppur profondamente scossa dall’accaduto, non destano preoccupazione: la donna non risulta in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, che hanno preso in carico la gestione dell’emergenza all’interno dell’istituto. A occuparsi ora della ricostruzione dei fatti sono i Carabinieri della Stazione di Centocelle, chiamati a fare piena luce su una vicenda che presenta ancora diversi punti da chiarire. Gli investigatori dovranno infatti stabilire con precisione la dinamica dell’aggressione, verificare le responsabilità del minore e, soprattutto, comprendere come il ragazzo sia riuscito a introdurre all’interno della scuola sia lo spray urticante sia l’arma da taglio, eludendo i controlli.
Resta da capire, inoltre, quali possano essere state le motivazioni che avrebbero spinto un tredicenne a compiere un gesto di tale gravità. Un interrogativo che si fa ancora più complesso alla luce di quanto raccolto finora dagli inquirenti: secondo quanto emerso, la famiglia del ragazzo non avrebbe mai manifestato in passato particolari criticità o segnali di disagio, mentre anche la professoressa coinvolta godrebbe di un rapporto sereno con gli studenti, senza alcun precedente di conflitto in classe. Si ricorda comunque che, trattandosi di un minore, ogni valutazione sulla effettiva responsabilità del gesto dovrà essere accertata dalle autorità competenti nelle sedi opportune.
Le indagini dei Carabinieri proseguono senza sosta per ricostruire ogni singolo dettaglio della vicenda, in un episodio che riporta drammaticamente all’attenzione pubblica il tema della sicurezza nelle scuole e della gestione del disagio giovanile, questioni che interrogano non solo la Capitale ma l’intero sistema educativo nazionale.




