Due storie diverse, un solo filo conduttore: la determinazione della Polizia di Stato nel dare risposte concrete al territorio della provincia di Frosinone. Da un lato la scienza che, a distanza di anni, riesce a mettere un nome su un volto rimasto a lungo nell’ombra; dall’altro un inseguimento ancora aperto, che tiene con il fiato sospeso gli agenti impegnati sul campo.
Il primo caso arriva da Isola del Liri, dove gli investigatori hanno finalmente chiuso il cerchio su due furti in appartamento risalenti al 2023. A permettere la svolta, comunicata solo nella giornata di ieri, è stato un elemento tanto piccolo quanto decisivo: alcune tracce ematiche lasciate dai malviventi durante le fasi di effrazione, individuate e repertate dagli specialisti della Polizia Scientifica intervenuti sul posto insieme agli agenti della Squadra Volante del Commissariato di P.S. di Sora.
Quel materiale biologico, inviato ai laboratori di genetica forense per l’estrazione del profilo genetico, si è rivelato la chiave di volta dell’intera indagine. I successivi riscontri di laboratorio e le comparazioni scientifiche hanno infatti permesso di risalire con certezza all’identità del proprietario di quel sangue, restituendo un nome a una vicenda che sembrava ormai destinata a rimanere irrisolta. Il presunto responsabile è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cassino e dovrà rispondere del reato di furto aggravato. Un episodio che conferma, ancora una volta, quanto le moderne tecnologie di genetica forense siano diventate uno strumento imprescindibile nel lavoro quotidiano degli investigatori.
Cambia completamente scenario, ma non la protagonista, la seconda vicenda, che arriva da Trevi nel Lazio. Qui la Polizia di Stato è impegnata in una massiccia operazione di ricerca scattata dopo l’evasione di un giovane, classe 2006, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per rapina aggravata e monitorato attraverso il cosiddetto braccialetto elettronico.
Tutto è iniziato quando la Sala Operativa della Questura ha diramato una nota alla Volante del Commissariato di Fiuggi, segnalando un’anomalia nel funzionamento del dispositivo di sorveglianza applicato al ragazzo. Un allarme che si è trasformato in certezza non appena gli agenti, giunti sul posto, hanno constatato l’assenza del giovane dal proprio domicilio e rinvenuto, all’interno dell’appartamento, il braccialetto elettronico reciso, segno evidente di una fuga premeditata.
Da quel momento è scattata una serrata attività di perlustrazione nelle zone limitrofe, con la nota di ricerca estesa anche alle altre Forze di Polizia presenti sul territorio, nel tentativo di rintracciare il più rapidamente possibile il giovane evaso, il cui allontanamento rappresenta una violazione della misura cautelare a cui era sottoposto.
Due episodi che, pur nella loro diversità, restituiscono l’immagine di una Polizia di Stato costantemente al lavoro su più fronti: dalla ricostruzione minuziosa dei fatti attraverso la scienza forense, fino alla risposta immediata sul campo di fronte a situazioni di potenziale pericolo per la collettività.




