Una lunga notte di controlli quella vissuta dal quadrante orientale della Capitale, dove gli agenti del IV Distretto San Basilio hanno battuto palmo a palmo le strade di competenza dalla sera fino alle prime luci dell’alba, in un’operazione di controllo del territorio a tutto campo che ha finito per intrecciare rapine, sostanze illecite, furti e persino un insolito caso di appropriazione indebita legato a un veicolo con targa diplomatica.
All’attività, coordinata dalla Polizia di Stato, hanno preso parte anche gli equipaggi della Polizia Locale di Roma Capitale e della Guardia di Finanza, mentre sul fronte del decoro urbano è intervenuta Ama spa, che con un’azione sincronizzata ha proceduto alla bonifica delle aree più critiche presso le stazioni della metro B Ponte Mammolo e Rebibbia, l’adiacente Parco Kolbe e i quartieri Colli Aniene, Casal de’ Pazzi, Rebibbia e Tiburtino III.
Il primo a finire nelle maglie dei controlli è stato un quarantottenne, riconosciuto come autore di una rapina messa a segno alcuni giorni prima ai danni di una farmacia nella zona di Forte Tiburtino. Un’attività investigativa condotta in stretto raccordo con il Commissariato di P.S. Sant’Ippolito aveva già permesso, nelle ore immediatamente successive al fatto, di dare un volto e un’identità al responsabile, per il quale sono così scattate le manette.
Le manette sono scattate anche per un trentunenne, fermato in via dei Colli Aniene dopo essere stato notato per un’andatura sospetta, quasi a singhiozzo, alla guida del proprio veicolo. Un controllo più approfondito ha permesso agli agenti di scoprire un piccolo “caveau” artigianale ricavato all’interno dell’abitacolo, dove erano occultati diversi involucri di sostanza stupefacente insieme a una somma in contanti.
Il terzo arresto della nottata è invece legato a un furto ai danni di un’attività commerciale in via dei Durantini, mentre a movimentare ulteriormente il bilancio dei controlli è stata la vicenda, decisamente più singolare, di tre giovani di origine tunisina. I ragazzi, fermati per un’identificazione di routine, hanno dichiarato di essersi spostati a bordo di un’auto con targa diplomatica, un dettaglio che ha immediatamente insospettito gli agenti: il veicolo, infatti, risultava riconducibile a uno Stato estero senza alcuna compatibilità con la nazionalità dei tre giovani fermati.
Gli approfondimenti successivi hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda: uno dei tre identificati, che lavora come meccanico, si era appropriato indebitamente dell’automobile, affidatagli per un semplice intervento di manutenzione presso l’officina in cui presta servizio. Al termine degli accertamenti l’auto è stata riconsegnata agli aventi diritto, mentre per i tre giovani è scattata la denuncia per appropriazione indebita.
Nel corso della stessa operazione, un cittadino italiano sottoposto a misure detentive domiciliari è stato inoltre deferito per evasione, mentre le verifiche amministrative condotte sulle attività commerciali della zona, in particolare quelle dedite alla somministrazione di bevande, alimenti e intrattenimento, hanno fatto emergere due casi di violazione delle norme igienico-sanitarie, puntualmente sanzionati.
Un bilancio, quello della nottata, che si chiude con tre arresti, tre denunce e ben 221 persone identificate, di cui 36 con precedenti di polizia. A queste cifre si aggiungono i 120 veicoli sottoposti a controllo, cinque sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada e un ulteriore deferimento in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza: numeri che restituiscono la fotografia di un territorio costantemente presidiato, dove ogni turno di controllo può riservare sorprese diverse, dalla criminalità più “classica” fino a episodi border line come quello del veicolo diplomatico finito, suo malgrado, al centro delle cronache.




