Due provvedimenti firmati a distanza di poche ore l’uno dall’altro hanno acceso un nuovo fronte di scontro politico ad Anagni, dove le opposizioni consiliari puntano il dito contro l’operato dell’amministrazione comunale. Con una nota congiunta, PD Anagni, Sinistra Italiana, Possibile e il Movimento 5 Stelle hanno commentato duramente due atti amministrativi che, a loro giudizio, evidenzierebbero gravi criticità nella gestione della cosa pubblica.
Al centro della polemica, in primo luogo, c’è l’ordinanza numero 1 del 21 settembre, con cui è stato disposto il blocco immediato dei lavori relativi al nuovo biodigestore, a causa di quelle che vengono definite carenze nella documentazione progettuale. Secondo la ricostruzione fornita dalle forze di opposizione, si tratterebbe di un progetto che sarebbe stato in precedenza accantonato dal Comune di Anagni, salvo poi tornare d’attualità in un secondo momento, senza che siano stati chiariti pubblicamente i passaggi che ne hanno determinato la ripresa dell’iter.
A questo si aggiunge un secondo provvedimento, il numero di protocollo 0031094 del 21 settembre 2026, con cui il Comune di Anagni ha annullato l’assegnazione dell’area della polveriera. Nel testo del provvedimento, la motivazione ufficiale farebbe riferimento a un errore materiale nella trasmissione di parte della documentazione progettuale alla commissione tecnica incaricata di valutare le proposte pervenute.
Sulla vicenda intervengono duramente le tre forze politiche, che parlano di una gestione a loro avviso approssimativa dei due dossier, sottolineando come, a loro parere, sarebbe stato necessario un controllo più attento della documentazione prima dell’avvio dei lavori relativi a un’opera dall’impatto significativo come quella del biodigestore. Le opposizioni si interrogano inoltre su chi avrebbe dovuto esercitare la funzione di vigilanza sul procedimento e su come l’amministrazione intenda spiegare ai cittadini le ragioni che hanno portato al caos sulla vicenda della polveriera.
“Questa non è semplice disattenzione”, dichiarano in una nota PD Anagni, Sinistra Italiana, Possibile e Movimento 5 Stelle, secondo cui la vicenda comprometterebbe la trasparenza dell’azione amministrativa e mortificherebbe i cittadini di Anagni, che a loro avviso meriterebbero risposte chiare piuttosto che giustificazioni ritenute poco convincenti. Le tre forze politiche chiedono infine che il sindaco e la giunta si assumano pubblicamente la responsabilità di quanto accaduto, arrivando a ipotizzare, qualora l’amministrazione non fosse in grado di garantire una gestione adeguata del territorio, l’opportunità di un passo indietro.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale rispetto alle accuse mosse dalle opposizioni, mentre resta da chiarire quali sviluppi potranno avere, nei prossimi giorni, sia l’iter del biodigestore che quello relativo alla polveriera.
LA NOTA INTEGRALE DI PARTITO DEMOCRATICO ANAGNI, MOVIMENTO CINQUE STELLE, SINISTRA ITALIANA e POSSIBILE
Biodigestore e polveriera, l’amministrazione è in tilt: Anagni non può essere ostaggio dell’incompetenza
Data da ricordare, quella di ieri: l’amministrazione comunale di Anagni è andata letteralmente in tilt. Con l’ordinanza numero 1 del 21 settembre è stato disposto il blocco immediato dei lavori del nuovo biodigestore per gravissime carenze documentali. Un fatto inaudito, riguardante un progetto che era stato già eliminato dal Comune e che poi non si sa in che maniera misteriosa è ricomparso. L’amministrazione distratta ha persino permesso l’inizio dei lavori, nonostante mancasse una documentazione importantissima.
E non finisce qui. Contestualmente, con il provvedimento numero di protocollo 0031094 del 21 settembre 2026, il Comune di Anagni ha annullato l’assegnazione della polveriera. La motivazione ufficiale? “Il procedimento di revoca viene avviato a causa di un errore materiale di trasmissione di parte della documentazione progettuale alla commissione tecnica preposta alla valutazione delle proposte”.
Siamo di fronte a una gestione fallimentare e dilettantesca della cosa pubblica. Com’è possibile permettere l’apertura di un cantiere d’impatto come quello del biodigestore senza aver prima verificato la completezza dei documenti? Chi doveva vigilare e non l’ha fatto? E come si fa a giustificare il caos sulla polveriera scaricando la responsabilità su un presunto “errore materiale” di trasmissione atti?
Questa non è semplice disattenzione: è pura incapacità amministrativa, compromette la trasparenza e mortifica i cittadini di Anagni, che meritano risposte chiare e non toppe tese a coprire figuracce burocratiche. Pretendiamo che il Sindaco e la giunta si assumano la responsabilità di questo disastro. Se non siete in grado di governare e di tutelare il nostro territorio, traetene le dovute conseguenze e fate un passo indietro.




