di Maria Elena Catelli, Presidente Trisulti Bene Comune ETS
Nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook della Certosa di Trisulti, è apparsa la notizia dell’inizio di una “attività di manutenzione e conservazione programmata, un percorso di cura del complesso monumentale che prevede interventi quotidiani per i prossimi tre anni”.
Solo alcuni giorni prima, il 30 agosto, come appreso da notizie di stampa, la Certosa di Trisulti era stata visitata dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal Presidente e AD di Ales Spa Fabio Tagliaferri, alla presenza del sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri, della dott.ssa Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, della dott.ssa Scungio, Direttrice Regionale Musei Nazionali del Lazio e dell’arch. Piccone, Direttrice del sito.
Nel corso della visita, il Ministro Giuli aveva affermato che la Certosa di Trisulti è un sito “molto ben tenuto” (da Ciociaria Editoriale Oggi del 30.08.2026).
Trisulti Bene Comune – senza alcun intento polemico e solo per amore della verità e della Certosa di Trisulti – non può condividere la detta affermazione del Ministro Giuli, così come i toni entusiastici e l’ottimismo espressi da alcuni dei partecipanti alla visita. Né si sente rassicurata dalla “attività di manutenzione e conservazione programmata” genericamente annunciata nella pagina Facebook del sito.
Infatti, la Certosa di Trisulti versa in condizioni tali da richiedere numerosi ed urgenti interventi non solo di manutenzione ordinaria e straordinaria ma anche di restauro, oltre che un vero “cambio di passo” nella tutela e nella conservazione del monumento (oltre che nella sua valorizzazione).




































In particolare, come si vede nelle foto allegate:
- la fontana monumentale, costruita nel 1737, è danneggiata in diversi punti. Uno dei danni, al bordo circolare, appare assai recente e sono ancora visibili i pezzi staccati. L’intera fontana versa, da tempo, in un generale stato di cattiva manutenzione e, nonostante il verificarsi di distacchi di parti del manufatto, non si è mai provveduto ad interventi di consolidamento e restauro né a realizzare opere di protezione.
- il leoncino sul piedistallo al termine della cordonata che dà sulla piazza – manufatto che dovrebbe appartenere al pronao della chiesa della primitiva Certosa medievale – è in pessimo stato di conservazione e in continuo deterioramento e, almeno negli ultimi cinque anni, non è stato fatto oggetto di interventi restauro.
- gli scaloni di ingresso in chiesa risultano, già da tempo, danneggiati, almeno in due parti, senza che si sia stato effettuato alcun intervento di ripristino/restauro.
- nelle cappelline adiacenti la chiesa sono ancora presenti i chiodi infissi nelle modanature settecentesche per appendere i quadri della mostra dell’artista Marrocco (mostra conclusasi nell’Aprile del 2024!) e si teme che analoga situazione (infissione di chiodi e stop nei muri) sussista nei locali duecenteschi della Certosa ove pure vennero esposte opere del Marrocco.
- nella seconda cappellina sulla destra, già da tempo, vi è una presa totalmente divelta;
- nella stessa cappellina, pure da molto tempo, si riscontra, inoltre, la fuoriuscita della grande pala d’altare dalla sua cornice, con evidente pericolo per l’integrità dell’opera e anche per i visitatori.
- nell’ultima cappellina gli stalli sono alla mercè dei tarli come rilevabile dalle abbondanti polveri lignee presenti in vari punti delle sedute. E si ha motivo di temere che nel medesimo stato versino anche gli stalli del Capitolo dei Monaci, in cui si trova un prezioso pavimento ligneo che rischia di essere contaminato dall’infestazione.
- risultano infestate dai tarli anche alcune delle pedane lignee antistanti gli altari.
- tarli attivi sono visibili in chiesa (come anche negli anni passati) negli stalli del Coro dei Padri, ed ora anche nei preziosi leggii dello stesso Coro che, in alcuni punti, presentano parti corrose anche esternamente e nel leggio del presbiterio.
- nel chiostro grande, su tre dei quattro lati, sono tuttora presenti i danni derivati dall’infissione dei numerosissimi stop con i quali, nel 2024, sono state ancorate le opere esposte dall’artista Monachesi.
- le porte delle celle che danno sul chiostro sono gravemente deteriorate senza che mai si sia intervenuto per manutenerle, neanche con minimali interventi conservativi.
- il chiostrino con la sua Tabula Hebdomadaria – uno dei manufatti più caratteristici del monumento- risulta chiuso al pubblico ormai da circa 4 anni e non è dato conoscere il motivo per il quale non venga riaperto, nonostante vi siano stati eseguiti dei lavori.
- nella pavimentazione del chiostro sono presenti due grate a listoni di ferro paralleli che, essendo troppo distanziati, costituiscono una insidia per chi cammini nel chiostro. In quello del lato est risulta essersi già verificato un piccolo incidente – vi è rimasto incastrato il piede di un bambino – senza che sia stato in alcun modo rimossa la situazione di pericolo.
- altra insidia è pure costituita dall’impianto di illuminazione della cordonata per le modalità di installazione. Tacendo del forte impatto estetico dello stesso e delle sue condizioni di efficienza.
- il caseggiato dietro la biblioteca per circa quattro anni è stato circondato da impalcature sempre più in stato di obsolescenza, senza che mai si sia proceduto ad alcun intervento.
- la gran parte degli impianti elettrici sono obsoleti e presentano gravi carenze in termini di funzionamento e di sicurezza.
A ciò si aggiunga che per almeno 20 giorni consecutivi nel mese di agosto di quest’anno, il totem per la bigliettazione è rimasto fuori servizio, senza che si sia provveduto alla sua riparazione né a istituire una forma alternativa di bigliettazione, con conseguenti perdite economiche (nelle sole due giornate del 15 e 16 agosto, per il mancato funzionamento del sistema di bigliettazione, oltre 1000 visitatori hanno potuto fare ingresso nel sito senza pagare il biglietto).
Dai primi giorni di agosto il telefono fisso del sito è fuori servizio, come avviene da tempo a fasi alterne, e non è stata mai trovata una soluzione al problema.
In conclusione, nella Certosa di Trisulti sussistono, da tempo, evidenti carenze manutentive e gestorie alle quali la DRM Lazio – sulla quale incombono le relative responsabilità e il dovere di tutelare il patrimonio di proprietà dello Stato – non ha fino ad ora fatto fronte in maniera adeguata.
Trisulti Bene Comune chiede, quindi, che la DRM Lazio dia corso a tutti gli interventi di manutenzione straordinaria e di restauro necessari ad evitare l’irrimediabile degrado di importanti parti del monumento, oltre che situazioni di pericolo per i visitatori.
Chiede, inoltre, di conoscere quali procedure amministrative la DRM Lazio abbia assunto con riferimento ai danni di recente arrecati alla fontana della piazza, se siano state attivate le procedure per il restauro e se siano stati svolti i dovuti accertamenti ai fini dell’azione per il risarcimento del danno.
Chiede, infine, al Sindaco del Comune di Collepardo, presente alla visita del Ministro, se sia a conoscenza delle carenze manutentive e gestorie evidenziate nella presente lettera aperta e se e quali iniziative, anche solo per informare e sollecitare chi di dovere, abbia assunto al proposito.
Trisulti Bene Comune resta vigile e si riserva ogni iniziativa a tutela del bene.




