Nella mattinata di oggi, 22 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione di Pofi sono intervenuti in località Caragno Vecchia, dove è in corso la realizzazione di un impianto fotovoltaico, dopo che il personale del cantiere ha scoperto un furto di proporzioni non trascurabili.
Il colpo, secondo quanto ricostruito dai militari, sarebbe stato messo a segno tra il fine settimana e la giornata di lunedì, sfruttando l’assenza di operai e tecnici nei giorni non lavorativi. I ladri, per accedere al materiale, non si sono limitati a un’incursione discreta: hanno forzato un container utilizzato come deposito e sei cabine di trasformazione, causando danni ingenti alle strutture prima ancora di mettere le mani sulla refurtiva vera e propria.
Una volta all’interno dell’area di cantiere, i malviventi hanno fatto razzia di materiale in rame, tra cui bobine di filo conduttore e altri componenti destinati all’assemblaggio dell’impianto. Un bottino che, stando alle prime stime, si aggirerebbe intorno ai 30mila euro, una cifra che testimonia quanto il rame resti, ancora oggi, uno dei metalli più ambiti dal mercato nero per l’elevato valore di rivendita.
Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri, che hanno avviato i rilievi del caso e stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Un elemento chiave delle indagini sarà l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza installate nella zona, che potrebbero aver ripreso i movimenti sospetti nei pressi del cantiere durante le ore notturne del weekend.
Il furto riaccende i riflettori su un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito ripetutamente cantieri e infrastrutture nel territorio, complice il boom degli impianti fotovoltaici e la crescente richiesta di rame sui mercati internazionali. Le indagini dei Carabinieri proseguono senza sosta, con l’obiettivo di risalire quanto prima ai responsabili del raid.




