Anagni si conferma crocevia strategico per l’industria farmaceutica nazionale. Nello stabilimento cittadino si è svolto l’incontro “Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro”, un appuntamento che ha richiamato sul territorio un parterre istituzionale di primissimo livello, a testimonianza di quanto il polo produttivo laziale sia ormai osservato con attenzione da Roma e da Bruxelles.
Al centro del confronto, temi tutt’altro che astratti per chi vive e lavora in questa parte del Lazio: come rafforzare la competitività della filiera farmaceutica, attrarre nuovi investimenti, accompagnare la transizione tecnologica e garantire, allo stesso tempo, una manifattura sempre più sostenibile. Non un semplice esercizio di stile, ma un tema che tocca direttamente occupazione, indotto e prospettive economiche di un’intera area.

A confermarlo sono i numeri messi sul tavolo. Sanofi investe ogni anno in Italia circa 70 milioni di euro tra ricerca e sviluppo, trasformazione dei siti produttivi e formazione del personale. Solo nel 2024, secondo uno studio condotto con KPMG, le attività dell’azienda nel Lazio hanno generato un contributo al PIL di 62 milioni di euro, grazie anche alla collaborazione con oltre 120 fornitori del territorio. Il sito di Anagni, da solo, ha contribuito ad attivare 1.050 posti di lavoro e a distribuire 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti: cifre che raccontano un legame profondo tra la fabbrica e la comunità che la circonda.
Alla giornata hanno preso parte, tra gli altri, Renato Loiero, Valentino Valentini, Luciano Ciocchetti, Salvatore De Meo, Francesco Rocca, Roberta Angelilli, Antonello Aurigemma, Alessandro Cardinali, il sindaco di Anagni Daniele Natalia e don Roberto Martufi, in rappresentanza della Diocesi di Anagni-Alatri. Presenti anche i vertici di Confindustria, Unindustria, Invitalia e, naturalmente, i massimi dirigenti di Sanofi: il presidente e amministratore delegato Marcello Cattani, insieme a Michele Ghinizzini, Daniela Ottini e Daniele Scorretti, quest’ultimo responsabile dei prodotti innovativi proprio nello stabilimento anagnino.
“La capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione”, ha dichiarato Cattani, sottolineando come Anagni rappresenti “un punto di osservazione ma anche un esempio concreto” per il futuro delle scienze della vita in Italia. Sulla stessa linea il viceministro Valentino Valentini, che ha parlato della trasformazione dello stabilimento come dimostrazione che innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze possono procedere di pari passo. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha invece richiamato il protocollo d’intesa firmato con Farmindustria sulle sperimentazioni cliniche, definendo gli investimenti sanofiani ad Anagni parte di “un patrimonio da proteggere” per l’intero territorio regionale.
Ma è dietro i cancelli dello stabilimento che si consuma la trasformazione più interessante, quella che gli addetti ai lavori chiamano ormai il “caso Anagni“: il passaggio dal tradizionale know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche di ultima generazione. Prende forma un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare, mentre prosegue l’integrazione della produzione del vaccino Hib. Un cambio di passo che non riguarda solo le linee produttive, ma anche le persone: sono in corso programmi di upskilling del personale e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali.
Capitolo a parte merita la sostenibilità, che qui non resta uno slogan da comunicato stampa. Le emissioni di CO₂ dello stabilimento sono state tagliate del 37% rispetto al 2019, l’energia utilizzata proviene interamente da fonti rinnovabili e il progetto “Idra” punta a riciclare circa 100.000 metri cubi d’acqua ogni anno. Negli ultimi tre anni gli investimenti sul sito, sostenuti anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno superato i 36 milioni di euro, in linea con l’obiettivo globale del gruppo di ridurre le emissioni Scope 1 e 2 del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2045.
Un incontro, quindi, che ha avuto il pregio di riportare l’attenzione nazionale su una realtà industriale che da decenni fa parte del tessuto produttivo di Anagni, e che oggi si candida a diventare un modello per l’intera filiera farmaceutica europea.
SANOFI, ALESSANDRO CARDINALI AL CONVEGNO SU INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ: “ANAGNI NODO STRATEGICO DELLE RETI GLOBALI DELLA SALUTE”
Frosinone, 25 settembre 2026 – La Provincia di Frosinone, con il vicepresidente Alessandro Cardinali, ha partecipato oggi al convegno “Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro”, promosso da Sanofi ad Anagni. Cardinali ha portato il saluto del presidente Luca Di Stefano davanti a rappresentanti del Governo, delle istituzioni europee, regionali e territoriali, tra cui il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
“Un saluto speciale va alle lavoratrici e ai lavoratori di Sanofi: sono loro, ogni giorno, a dare corpo e sostanza a innovazione, sostenibilità e futuro”, ha dichiarato Cardinali, ricordando che l’80% della produzione di Anagni è esportato in oltre 90 Paesi. “È la prova che quello che si produce qui entra concretamente nelle reti internazionali della salute”.
Il vicepresidente si è soffermato sulla trasformazione biotecnologica del sito, attivo dal 1973, e sulle prospettive, riferite dalla stampa, legate a insulina e vaccini: “Sono percorsi ambiziosi che dovranno misurarsi con tempi e condizioni concrete ma che, se confermati, rafforzerebbero il ruolo strategico del territorio nel comparto farmaceutico nazionale”.
Concludendo, Cardinali ha ribadito il ruolo delle istituzioni: “Abbiamo il dovere di accompagnare lo sviluppo attraverso infrastrutture, formazione e servizi. La Provincia di Frosinone vuole essere un ponte tra le imprese e il territorio, per un futuro fatto di competenze, coesione sociale e opportunità”.
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