Per anni la provincia di Frosinone è stata raccontata, e spesso vissuta, come un luogo da attraversare: una striscia di autostrada e di paesaggio tra Roma e Napoli, con borghi, abbazie e cammini che restavano fuori dai grandi itinerari. Da Veroli è partito un segnale per cambiare questa narrazione. Giovedì 24 settembre 2026 la Sala Cinema Trulli ha ospitato “Road to Destinazione Ciociaria”, l’incontro promosso dalle DMO Terra dei Cammini, Stay Ciociaria e Alta Ciociaria per fare il punto sul percorso di aggregazione tra istituzioni, operatori e stakeholder pubblici e privati.
L’obiettivo dichiarato è costruire una proposta turistica integrata, capace di rendere il territorio più attrattivo, più competitivo e soprattutto più riconoscibile sui mercati nazionale e internazionale. Una sfida che passa dal superamento di una promozione ancora legata ai singoli campanili e dalla nascita di un’offerta complessiva, in grado di valorizzare le diverse identità locali dentro una strategia comune.
A moderare i lavori è stato il giornalista Stefano Raucci. I saluti istituzionali sono toccati al sindaco di Veroli Germano Caperna e alla vice sindaco, assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Francesca Cerquozzi, che ha legato l’iniziativa al percorso culturale sviluppato con il progetto Hernica Saxa, nell’ambito della candidatura a Città della Cultura 2028. Sono quindi intervenuti i presidenti delle tre DMO promotrici: Maurizio Cianfrocca per Alta Ciociaria, Bruno Macciocchi per Stay Ciociaria e Alfonso Testa per Terra dei Cammini.
Il cuore dell’incontro è stata la presentazione della nuova visione di Destinazione Ciociaria, che guarda anche al posizionamento del territorio come parte di quel “Lazio che non ti aspetti”, un’alternativa complementare alla forza attrattiva della Capitale. A illustrarla sono stati Paolo Novi, destination manager della DMO Alta Ciociaria, Lino Marciano, destination manager della DMO Stay Ciociaria, e lo stesso Testa, affiancati dai rappresentanti di Destination Italia, presenza che conferma l’interesse della distribuzione turistica verso le potenzialità dell’area.
Per Paolo Novi la vera sfida è mettere a sistema quanto costruito in questi anni. Le DMO, ha spiegato, hanno maturato un patrimonio di esperienze, relazioni e conoscenze e hanno dimostrato che la collaborazione tra pubblico e privato produce risultati concreti; ora bisogna trasformare la visione condivisa in un modello di governance, marketing e sviluppo turistico, in sintonia con Regione, Comuni e operatori. «la sfida è superare una promozione turistica frammentata», ha sottolineato.
Più orientato al mercato l’intervento di Lino Marciano, secondo cui dopo il lavoro su conoscenza, valorizzazione e promozione il territorio deve diventare una meta da scegliere, acquistare e vivere. Il turista, ha ricordato, non compra un luogo ma un’esperienza, e borghi, cammini, cultura ed enogastronomia devono diventare prodotti concreti e integrati. Da qui l’indicazione di calendario: «il 2027 dovrà essere l’anno della distribuzione», ha detto Marciano.
Alfonso Testa ha ricordato che il progetto non nasce oggi ma è il frutto di un cammino fatto di squadra: dalla candidatura delle Città Erniche a Capitale della Cultura al progetto Terre di Aquinum, fino al sostegno alla candidatura di Cassino 2029. Ora, ha aggiunto, serve un ulteriore salto di qualità: «pensare alla Ciociaria non più come a una terra di passaggio tra Roma e Napoli, ma come a una vera destinazione turistica», con una nuova narrativa capace di raccontare storia, borghi, cammini, enogastronomia e paesaggio.
A chiudere i lavori sono stati i rappresentanti della Regione Lazio, istituzione di riferimento per il percorso delle DMO territoriali. Le realtà nate negli ultimi anni sono state espressamente richiamate nel Piano triennale del turismo, approvato dal Consiglio regionale lo scorso febbraio, che rafforza il quadro entro cui costruire una strategia condivisa. Paolo Giuntarelli, direttore della Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, ha richiamato l’importanza di superare la frammentazione delle singole proposte, mettendo in rete le componenti dell’offerta. In questa prospettiva patrimonio culturale, turismo, enogastronomia, eventi ed esperienze possono essere valorizzati in modo coordinato, rafforzando il posizionamento del territorio nella più ampia strategia turistica regionale.
Un passaggio centrale ha riguardato il rapporto con il mercato. Dina Ravera, presidente di Destination Italia, ha evidenziato la necessità di trasformare il patrimonio e le esperienze locali in un’offerta strutturata, organizzata e commercializzabile, in grado di raggiungere nuovi pubblici e intercettare i grandi flussi turistici. La partita, dunque, non riguarda soltanto la promozione, ma la capacità di costruire prodotti integrati e di portarli sui mercati nazionali e internazionali attraverso i canali della distribuzione turistica.
Il pomeriggio di Veroli si chiude così con un’immagine chiara: quella di un percorso che vuole passare dalle intenzioni ai prodotti. “Road to Destinazione Ciociaria” è un ulteriore passaggio di questo cammino, che punta a trasformare la collaborazione già avviata tra DMO, istituzioni e operatori in una proposta strutturata, capace di presentare il territorio come una destinazione turistica unitaria senza cancellare la ricchezza e la diversità dei suoi luoghi.




