Nella provincia di Frosinone qualcosa si muove, e non solo nei palazzi della politica tradizionale. Nelle ultime settimane il mondo civico del territorio è tornato a farsi sentire, tra nuove sigle, gruppi di cittadini e professionisti che hanno deciso di mettersi in gioco. A guardare con interesse a questo fermento civico è +Europa, che per voce della sua referente e coordinatrice locale, Daniela Paglia, annuncia l’apertura a un confronto più ampio tra le diverse culture progressiste, senza però rinunciare alla propria fisionomia.
Paglia ha spiegato di vedere con favore la nascita e la crescita di movimenti civici sul territorio, alcuni dei quali promossi da professionisti della sua stessa generazione. Un segnale che giudica positivo ogni volta che lavoratori, imprenditori, professionisti e persone provenienti dalla società civile scelgono di partecipare e di mettere idee e competenze a disposizione della comunità. «La disponibilità manifestata da alcune realtà civiche ad aprire un confronto con tutte le forze progressiste merita attenzione», ha dichiarato.
Il punto, però, è come si costruisce un’alleanza. Per la coordinatrice, l’attenzione verso queste esperienze non comporta né sovrapposizioni né rinunce alle rispettive identità politiche. Si tratta piuttosto di verificare se esista un terreno comune su contenuti e prospettive di sviluppo del territorio, un lavoro che parte dalle idee e non dalle sigle.
È una posizione che nasce dalla realtà locale ma affonda le radici nella storia di +Europa, forza liberaldemocratica ed europeista che tra i suoi riferimenti pone la partecipazione, le libertà individuali, l’equità tra generazioni e la valorizzazione delle autonomie territoriali. Per il gruppo frusinate, dunque, il dialogo con le realtà civiche non è uno scostamento dalla propria identità, ma la sua declinazione sul territorio, a patto che gli obiettivi siano davvero condivisi.
Tra i temi sui quali la discussione può svilupparsi, +Europa indica le opportunità per le nuove generazioni, il lavoro e l’impresa, i diritti individuali e sociali, l’innovazione, la sostenibilità e la qualità dei servizi. Sullo sfondo, un obiettivo che riguarda da vicino una provincia che spesso vede partire i propri giovani: creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro personale e professionale.
Il messaggio che arriva dal partito è che un campo largo abbia senso solo se non si riduce a una somma aritmetica di simboli. Per essere credibile deve saper coinvolgere energie civiche, competenze e associazioni, comprese quelle persone che magari non hanno mai avuto una tessera in tasca ma condividono una prospettiva democratica ed europea. In un periodo in cui la politica fatica a parlare ai cittadini, la costruzione di ponti tra civismo e forze progressiste appare, almeno nelle intenzioni, un esercizio utile.
A chiudere il ragionamento è ancora Daniela Paglia, che sintetizza la linea del partito: «non si tratta di confondere le identità, ma di capire ciò che, partendo dai contenuti, può essere costruito insieme». Un invito al confronto, dunque, con l’identità di +Europa ben riconoscibile. La palla passa ora alle realtà civiche e alle altre forze progressiste del territorio.




