Bastano un numero sconosciuto, poche parole e un’urgenza costruita ad arte. A Fiuggi è andata così: un messaggio su WhatsApp, un telefono cellulare che sarebbe improvvisamente andato in tilt, una richiesta di aiuto economico a cui una madre non se l’è sentita di dire di no. Il bilancio è di quasi 2.000 euro versati ai truffatori e di due uomini denunciati dai Carabinieri della Stazione di Fiuggi, come comunicato dal Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Frosinone.
Tutto comincia con un contatto apparentemente innocuo. La donna, residente a Fiuggi, viene raggiunta su WhatsApp da un numero che non conosce. Dall’altra parte c’è chi si finge la figlia e racconta di avere problemi con il proprio telefono. Poi arriva la richiesta, calibrata sull’ansia di ogni genitore: servono dei soldi, e in fretta. La fretta è l’ingrediente principale di questo genere di raggiri, perché non lascia il tempo di fermarsi a ragionare.
Convinta di dover intervenire subito, la donna ha disposto due distinti bonifici bancari, per un totale di quasi 2.000 euro, verso due carte prepagate indicate dagli stessi interlocutori nel corso della conversazione. Solo in un secondo momento è riuscita a mettersi in contatto con la figlia attraverso i recapiti reali, e a quel punto il castello è crollato: nessuna richiesta di aiuto, nessun telefono guasto. Un inganno, e il denaro ormai lontano. La vittima si è quindi presentata in caserma e ha sporto denuncia.
Da lì è partito il lavoro dei militari. Con le verifiche bancarie e telematiche i Carabinieri hanno ricostruito il percorso dei soldi e sono arrivati agli intestatari delle carte prepagate su cui erano finite le somme. Gli accertamenti hanno portato all’identificazione di due uomini, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine per precedenti specifici, denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Secondo l’ipotesi investigativa sarebbero responsabili, in concorso, del reato di truffa aggravata.
Quello del falso familiare in difficoltà è uno schema tutt’altro che nuovo, e proprio per questo ancora insidioso. Non riguarda solo Fiuggi né solo la provincia di Frosinone: anche gli osservatori della sicurezza informatica nazionale hanno segnalato, nei primi mesi del 2026, la circolazione di messaggi che chiedono soldi in prestito facendo leva sulla fiducia. Sul nostro territorio, come altrove, a fare presa non è la tecnologia ma il legame affettivo, e a pagarne il prezzo sono spesso genitori e nonni che non esitano quando credono che un figlio o un nipote abbia bisogno.
Dall’Arma arriva il consiglio di sempre, semplice ma efficace: non effettuare pagamenti sulla base di richieste ricevute da numeri sconosciuti, anche quando chi scrive dice di essere un figlio o un altro parente. Prima di trasferire denaro conviene verificare la richiesta contattando direttamente il familiare su un numero già in rubrica, e in caso di sospetto rivolgersi senza indugio alle Forze dell’Ordine.
Come sempre in questi casi, vale la presunzione di innocenza: la posizione dei due indagati è al vaglio dell’Autorità giudiziaria e la loro eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, con sentenza definitiva.




