Trasformare un’idea nata in un laboratorio o sul tavolo di un garage in un’azienda che cresce, assume e conquista clienti: è la scommessa che la Regione Lazio ha rilanciato il 22 ottobre 2026 a Roma, nella sede di Lazio Innova in via Marco Aurelio. Lì si è aperta la due giorni “Venture Capital: una scelta vincente per il Paese – Focus Lazio”, occasione per presentare una strategia da circa 140 milioni di euro dedicata al capitale di rischio.
Per chi non mastica il linguaggio della finanza, il venture capital è il denaro che investitori professionali mettono nelle giovani imprese ad alto potenziale in cambio di una quota societaria, nella speranza che quell’azienda cresca fino a valere molto di più. Qui il meccanismo ha una particolarità: la Regione non investe da sola ma fa da leva, mettendo risorse pubbliche, provenienti dal Programma regionale Fesr Lazio 2021-2027, per attirare capitali privati e competenze di gestori specializzati. L’iniziativa è stata promossa dalla Regione e organizzata da Lazio Innova, con la collaborazione di Italian Tech Alliance.
La vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico Roberta Angelilli ha spiegato che l’obiettivo è investire sul futuro delle imprese, valorizzare la ricerca e rendere il territorio più attrattivo per chi investe e crea occupazione. Il direttore generale di Lazio Innova Andrea Ciampalini ha parlato di una piattaforma integrata che accompagna il percorso imprenditoriale in ogni fase, con un impatto che non sarà solo finanziario ma anche operativo e strategico.
Come funziona la filiera. La strategia si regge su quattro strumenti che si completano a vicenda. Il primo è TT Lazio, pensato per il trasferimento tecnologico, cioè per portare fuori dai centri di ricerca i risultati degli studi e farli diventare imprese, anche grazie al fondo TT Venture Lazio. Il bando ha raccolto 142 candidature e dai primi giorni di ottobre è partito il percorso per i primi 50 team selezionati, che riceveranno servizi specialistici, accelerazione e strumenti finanziari.
Il secondo è Venture Tech Lazio, che a settembre ha avviato nove programmi di accelerazione per oltre 32 milioni di euro tra risorse pubbliche e private, rivolti soprattutto alle startup nelle fasi iniziali, quando bisogna mettere a punto il modello di business e prepararsi ad arrivare sul mercato. Le candidature sono state 13, per oltre 40 milioni di euro richiesti.
Il terzo è Lazio Venture 2, che a luglio ha portato al via sei fondi di investimento gestiti da operatori professionali, per circa 130 milioni di euro complessivi tra pubblico e privato. Le proposte arrivate erano 15, per oltre 230 milioni, e tutti i fondi cofinanziati hanno già completato il primo closing, la prima chiusura della raccolta di capitali, potendo proseguire con ulteriori raccolte.
Il quarto pezzo del puzzle deve ancora arrivare: è Innova Venture 2, il fondo per i coinvestimenti diretti in startup e piccole imprese innovative. La call sarà pubblicata entro la fine di novembre.
Chi può beneficiarne. Il quadro, in sostanza, è questo. I ricercatori e i team con un progetto nato dalla ricerca possono guardare a TT Lazio. Le startup in fase iniziale possono puntare ai programmi di accelerazione di Venture Tech Lazio, tra cui quelli gestiti da realtà come Scientifica Venture Capital, Zest Investments e Marzotto Venture Accelerator. Le startup già avviate e le piccole imprese innovative potranno invece essere destinatarie degli investimenti dei sei fondi di Lazio Venture 2 e, presto, dei coinvestimenti di Innova Venture 2. Non si tratta di contributi a fondo perduto: chi entra in questo circuito accoglie un investitore nel proprio capitale, con diritti e obiettivi di crescita condivisi. I requisiti puntuali di Innova Venture 2 si conosceranno solo con la call, quindi chi è interessato farà bene a tenere d’occhio il sito di Lazio Innova.
Dalla seconda giornata, l’Open Day Fare Venture 2 di venerdì 23 ottobre, è arrivata un’occasione molto concreta: incontri diretti tra fondi, acceleratori, ricercatori e startup, con le prenotazioni dei colloqui individuali già chiuse alla vigilia.
Per le imprese del territorio, dalla provincia di Frosinone ai poli produttivi del resto della regione, la notizia ha un risvolto pratico. Il Lazio ha fondi dedicati e operatori attrezzati, e chi ha un’idea innovativa non deve per forza guardare a Milano o all’estero per trovare chi ci scommetta. Come ha osservato Matteo Elli di Pariter Partners, l’arrivo di nuove risorse potrà richiamare realtà anche dalle regioni vicine. E Anna Amati di Eureka! Venture ha ricordato che per investire con “capitale paziente” nelle migliori aziende tecnologiche servono politiche pubbliche stabili e idee chiare.
La sfida, ora, è trasformare le risorse pubbliche in un volano per gli investimenti privati, tenendo insieme università, centri di ricerca, imprese e capitali. I risultati si misureranno nei prossimi anni, in nuove aziende, competenze e posti di lavoro.




