Il centrosinistra di Frosinone prova a voltare pagina e lo fa presentandosi compatto, cosa che non accadeva da tre lustri. Sulla candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, esponente del Partito Socialista Italiano, convergono infatti il Partito Democratico e le altre forze progressiste del capoluogo: un’intesa politica che sblocca una situazione rimasta ferma a lungo e apre ufficialmente la strada verso le prossime elezioni amministrative.
A commentare l’accordo è il segretario provinciale del Pd Achille Migliorelli, che parla di un risultato maturato con lavoro paziente fin dall’inizio del suo mandato. Tra le priorità indicate allora, spiega, c’era la ricostruzione di un rapporto solido con il Partito Socialista e con tutto il campo progressista, non per mettere insieme un cartello elettorale ma per ricreare le condizioni di un’alternativa credibile e capace di governare. Il percorso ha avuto un passaggio decisivo nel confronto avviato la scorsa settimana al tavolo regionale e proseguito poi a livello cittadino, fino alla sintesi sul nome di Iacovissi.
L’intesa, come spesso accade in politica, ha però il suo prezzo, e a pagarlo è stato in prima persona Angelo Pizzutelli. L’esponente dem aveva infatti messo a disposizione la propria candidatura a sindaco, forte di una lunga esperienza amministrativa e di un solido radicamento in città. Quando il dialogo tra i partiti ha portato a una soluzione diversa, ha scelto di fare un passo di lato per favorire l’unità della coalizione. Un gesto tutt’altro che scontato, che Migliorelli ha voluto sottolineare con parole di stima personale: «ha dimostrato che la politica è anche capacità di anteporre un progetto collettivo alle proprie aspirazioni». Il segretario si dice convinto che Pizzutelli resterà tra i protagonisti della sfida, contribuendo alla costruzione di una lista forte e competitiva.
Il segretario provinciale ha poi ringraziato Stefano Pizzutelli, segretario del circolo Pd di Frosinone, e l’intera comunità democratica del capoluogo, per l’impegno messo in campo nella costruzione dell’accordo.
Sul piano politico, il messaggio è duplice. Da un lato c’è la volontà di non limitarsi a un’opposizione al centrodestra, ma di proporre un progetto per la città. Dall’altro c’è la consapevolezza che l’unità, da sola, non basta: i cittadini chiederanno risposte concrete su sviluppo economico, lavoro, servizi, qualità della vita e opportunità per i giovani, temi su cui il Pd intende aprire un confronto con la città. Per questo, annuncia Migliorelli, il partito presenterà una lista aperta a nuove energie, ai giovani e alle competenze del territorio, e lavorerà con Iacovissi e con le altre forze della coalizione a un programma serio, condiviso e concreto.
Non manca, nelle parole del segretario, il giudizio sull’attuale amministrazione. A suo avviso Frosinone vive anni difficili, segnati da scelte che non avrebbero dato le risposte attese e da una maggioranza di centrodestra sempre più assorbita dalle proprie divisioni interne. Una lettura, quella di Migliorelli, che naturalmente si inserisce nel confronto politico tra gli schieramenti e che sarà messa alla prova dal dibattito dei prossimi mesi.
Il dato oggettivo, però, è che il campo progressista torna a muoversi in modo unitario in una città dove la frammentazione ha spesso pesato sugli esiti del voto. Basta ricordare le comunali del 2022, quando il Pd sostenne Domenico Marzi mentre Iacovissi, allora candidato per i socialisti, corse con una propria coalizione: il centrodestra di Riccardo Mastrangeli vinse il ballottaggio. Oggi lo scenario è cambiato, e l’accordo viene presentato dai suoi artefici come un punto di partenza, non un traguardo. Adesso, come dice lo stesso Migliorelli, «comincia la parte più importante»: tradurre l’intesa in una proposta politica capace di parlare alla città e di recuperare la fiducia degli elettori.




