C’è un momento, nei primi giorni di scuola, in cui l’emozione dell’esordio lascia il posto alla voglia di fare comunità. Per le classi prime della scuola secondaria di I grado del Convitto Regina Margherita di Anagni quel momento è arrivato la scorsa settimana, a distanza di circa un mese dal suono della prima campanella, quando ormai il consiglio di classe e gli studenti hanno imparato a conoscersi e hanno cominciato a tessere le prime relazioni.

Proprio allora si è chiuso il progetto Accoglienza, giunto alla terza edizione e quest’anno rivisitato con l’inserimento di una visita didattica nel centro storico di Anagni. L’obiettivo è promuovere la coscienza di sé e del territorio, oltre alla conoscenza, che è la base indispensabile per costruire una vera comunità.
Il percorso ha portato i ragazzi a camminare tra le vie del borgo medievale, da Porta Cerere a Porta Santa Maria, riscoprendo ciò che li circonda ogni giorno e che spesso, per abitudine, si finisce per non guardare più. Ascoltando il racconto della Storia che poi ritroveranno sui libri, gli alunni hanno scoperto che i secoli, quando si incontrano dal vivo tra pietre e archi, hanno tutto un altro sapore.
La tappa finale è stata la cattedrale di Anagni, dove gli studenti hanno preso parte a un laboratorio sull’arte del pavimento cosmatesco. Mettendo le mani in pasta, i ragazzi hanno composto il proprio mosaico, scoprendo che quell’antica tecnica è anche una metafora di una comunità fatta di tante piccole tessere, ciascuna con il proprio “valore unico e irripetibile”.

Il significato è semplice, ma dà molto da pensare. In un pavimento cosmatesco ogni tessera è diversa per forma, colore e dimensione, eppure è proprio questa varietà a rendere bello l’insieme. Lo stesso vale per la classe: ogni studente porta con sé la propria unicità, le proprie capacità e la propria storia, e solo l’incontro di tutte queste diversità può dare vita a una comunità armoniosa.
È questo il messaggio che gli alunni hanno portato a casa alla fine della giornata: si cresce insieme senza perdere la propria individualità. Un’esperienza che non si è limitata a segnare l’inizio di un nuovo percorso scolastico, ma ha offerto ai ragazzi l’occasione di capire che la scuola è, prima di tutto, un luogo in cui conoscersi, riconoscersi e imparare a costruire insieme il proprio futuro.




