Una mattinata di mobilitazione, di slogan e di richieste rivolte alle istituzioni, segnata però anche da un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Lunedì 26 ottobre gli studenti di Cassino sono scesi in piazza per protestare contro il caro vita e rivendicare un’istruzione realmente accessibile e inclusiva, e al loro fianco c’era la Rete degli Studenti Medi della provincia di Frosinone.
La manifestazione, spiegano gli organizzatori, si è svolta in maniera pacifica e partecipata. Un corteo che, pur definito autonomo, ha mostrato secondo il sindacato studentesco una forte determinazione. A raccontarlo è Sara Petrucci, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Frosinone: «La manifestazione di oggi, seppur autonoma, ha dimostrato grande determinazione e voglia di cambiamento da parte della nostra generazione. Come sindacato, siamo e saremo sempre dalla parte degli studenti, scenderemo in piazza, alzeremo la nostra voce ed ascolteremo la loro. Continuiamo ad agitarci e ad organizzarci». Il messaggio finale è un avvertimento: la mobilitazione non finisce qui.
A margine del corteo, intorno alle ore 11:00, si è però consumato un episodio che nulla ha a che vedere con le rivendicazioni dei ragazzi. Nei pressi di un varco di sicurezza allestito in Piazza A. De Gasperi, un giovane residente nel cassinate, estraneo alla manifestazione e già noto alle forze dell’ordine, si è avvicinato agli agenti della Polizia di Stato in servizio. Secondo la ricostruzione degli operatori, senza alcun motivo apparente ha assunto un atteggiamento apertamente ostile, sfidando i poliziotti e rivolgendo loro frasi ingiuriose.
Un passaggio merita di essere sottolineato: alcuni studenti presenti hanno cercato di intervenire per calmare il giovane e convincerlo ad allontanarsi. L’obiettivo era isolare il provocatore e salvaguardare il carattere pacifico della propria iniziativa. Il tentativo non è servito: il giovane ha lanciato con violenza una bottiglia di plastica piena d’acqua contro uno degli agenti, che è riuscito a schivarla.
Alla richiesta di esibire i documenti, il giovane si è rifiutato di fornire le proprie generalità, mantenendo un comportamento aggressivo. La situazione è precipitata quando i poliziotti hanno provato ad accompagnarlo all’auto di servizio per l’identificazione: per sottrarsi al controllo, si è scagliato contro un agente colpendolo con un calcio e facendolo cadere a terra. Il personale è intervenuto subito, immobilizzandolo. Anche durante l’accompagnamento nell’abitacolo della volante ha opposto una forte resistenza fisica, sferrando un colpo che ha ammaccato lo sportello posteriore sinistro dell’auto di pattuglia.
Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato arrestato per violenza, resistenza, lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in regime di arresti domiciliari. Sul suo conto pesano precedenti di polizia per rapina e porto abusivo di armi.
Proprio in considerazione della gravità dei fatti e dei precedenti emersi, la Divisione Anticrimine della Questura ha avviato d’ufficio le procedure per una misura di prevenzione personale: la posizione dell’arrestato è ora al vaglio del Questore. Come sempre in questi casi, resta valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Il quadro che emerge dalla giornata di Cassino è quindi duplice. Da un lato una piazza giovane che chiede ascolto sui temi del costo della vita e del diritto allo studio, dall’altro un servizio di ordine pubblico che ha garantito lo svolgimento regolare del corteo, intervenendo con tempestività davanti a un gesto isolato. Un episodio da cui gli stessi studenti hanno preso le distanze, difendendo il valore pacifico della loro protesta.




