di Giorgio Stirpe
Il Sarrismo è un neologismo della lingua italiana, ufficialmente inserito nel Vocabolario Treccani. Indica il modello di gioco ideato dall’allenatore Maurizio Sarri, basato su un calcio offensivo, palla a terra, grande velocità d’esecuzione, fitti scambi ravvicinati e verticalizzazioni continue.
L’Alvinismo non è ancora contemplato nel dizionario italiano ma, a nostro parere, e vogliamo lanciare una proposta, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana dovrebbe iniziare a pensare seriamente all’idea di inserirlo per indicare la filosofia del “Tu non aspetti, tu determini!”. Un calcio fatto di uno contro uno, ritmi esasperati e accelerazioni in campo aperto: per determinare la partita e mai subirla.
Due pensieri che hanno fatto scaturire la gara più bella e divertente del campionato, la più pazza, giocata tutta di un fiato, in maniera quasi disperata, per il 4-4 destinato a rimanere negli annali del calcio italiano.
Si sono viste giocate di pregio così come anche errori grossolani, da una parte e dall’altra. Sono state soprattutto le difese a mostrare i limiti maggiori, avendo la peggio contro potenziali offensivi che, al contrario, hanno offerto il meglio.
Nel Frosinone, oltre a Calò (già al suo terzo gol in campionato), hanno trovato la via della rete anche Schmid e Terzic (in gol in Coppa Italia), per la prima volta a segno in Serie A.
“A proposito di Schmidt”, e non ci riferiamo al meraviglioso film interpretato da Jack Nicholson, ma alle meraviglie del centrocampista austriaco, questo ragazzo è stato l’unico tra i nuovi acquisti, assieme a Masini, a convincere Alvini sin dal suo arrivo. A lui il tecnico ha affidato immediatamente il ruolo di trequartista che, nella stagione precedente, era stato di Koutsoupias, e il furetto della Das Team ha ripagato la fiducia con prestazioni sempre positive e in crescendo, che hanno raggiunto il culmine contro la Dea, perché sono arrivati anche i gol.
Il pareggio su un campo difficile come quello di Bergamo va accolto con grande soddisfazione. La classifica fa strabuzzare gli occhi e i margini di miglioramento sono elevatissimi. Soprattutto nella fase difensiva, un po’ “leggerina” contro l’Atalanta, che va registrata nella sua interezza e non esclusivamente nel quartetto arretrato che agisce davanti a Palmisani.
È necessaria una maggiore compattezza quando il possesso è in mano agli avversari, per non dover sempre essere costretti a segnare tanti gol per vincere una partita. È in questo aspetto che i giallazzurri possono e devono migliorare.
Se Alvini dovesse riuscire ad aggiustarlo, la salvezza del Frosinone arriverà molto presto.




