Un espositore metallico accanto alla cassa, di quelli che invitano all’acquisto d’impulso mentre si attende di pagare. Dentro, profumi, cosmetici e deodoranti per l’ambiente, a prezzi che probabilmente facevano gola. Peccato che nessuna di quelle confezioni avesse le carte in regola. È quanto hanno scoperto i Carabinieri del NAS di Latina coordinati dal Ten. Carmine Cesa durante un controllo in un negozio di Castrocielo, che ha portato al sequestro amministrativo di 117 prodotti ritenuti non conformi e potenzialmente pericolosi per chi li acquista.
L’attività ispezionata è un esercizio di vendita al dettaglio di articoli casalinghi e giocattoli, il genere di negozio dove si entra per un regalo o per una commissione veloce e si esce, magari, con qualcosa in più. I militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità stavano eseguendo uno dei controlli istituzionali che servono a verificare la sicurezza dei prodotti e a tutelare i consumatori, quando la loro attenzione è caduta proprio su quell’espositore. Le confezioni riportavano indicazioni di provenienza da Paesi extraeuropei, in particolare dell’area araba e orientale.
Esaminandole una per una, i Carabinieri hanno riscontrato una palese violazione della normativa di settore. Su tutti i prodotti mancava il contenuto minimo delle informazioni obbligatorie che la legge impone a tutela di chi compra: nessuna traccia del nome, della ragione sociale o del marchio, e nessun indirizzo della sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell’Unione Europea. In altre parole, in caso di problemi, per il consumatore sarebbe stato impossibile sapere chi fosse il responsabile di quel profumo o di quel cosmetico.
Non è un dettaglio formale. L’etichetta, infatti, è la carta d’identità di un prodotto che si applica sulla pelle o si spruzza in casa: permette di risalire a chi lo ha fabbricato o immesso sul mercato e, se necessario, di ritirarlo in fretta. Per questo, a tutela della salute pubblica, i militari hanno disposto l’immediato sequestro delle 117 confezioni di cosmetici e profumi irregolari, per un valore commerciale stimato in circa 3.000 euro.
Al legale rappresentante dell’attività commerciale è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa di circa 1.000 euro. Nessun risvolto penale emerge dalla ricostruzione dell’intervento: si tratta di un illecito amministrativo, ma dal quale i consumatori sono stati messi al riparo con il ritiro della merce.
L’episodio ricorda una regola semplice, valida per chi vende come per chi compra: davanti a un prodotto cosmetico senza indicazioni chiare su chi lo produce o lo importa, meglio lasciar perdere, anche quando il prezzo è invitante. I controlli del NAS servono proprio a questo, a presidiare con discrezione ma con costanza gli scaffali del territorio, dove la sicurezza si gioca spesso in un’etichetta.




