Quando il cielo si è fatto minaccioso e la Protezione Civile ha diramato gli avvisi di allerta arancione per il 20 e 21 ottobre, nei tratti più delicati del reticolo idraulico di Anagni e Labico il lavoro era già stato fatto. Il Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni, come comunicato da Anbi Lazio, ha infatti portato a termine una serie di interventi di manutenzione operando in amministrazione diretta, con mezzi e personale consortili, e riuscendo così a giocare d’anticipo sulle intense precipitazioni che hanno interessato il territorio nei giorni scorsi.
Ad Anagni gli operai hanno messo mano al reticolo scolante dei fossi Bassano e Pantane, che confluiscono nel Rio Santa Maria e raccolgono le acque di una porzione molto ampia del territorio cittadino. L’attenzione maggiore è andata alla Strada Statale Casilina: è stato ripulito il tratto tombato a valle dell’attraversamento stradale, uno dei punti nevralgici per il regolare deflusso delle acque meteoriche e, di conseguenza, per la sicurezza della viabilità. Basta pensare a quanta acqua possa raccogliere il bacino del fosso Bassano, dove si riversano le piogge di una vasta area di Anagni, per capire perché un tombino ostruito o un alveo intasato possano fare la differenza tra una giornata di pioggia qualsiasi e una strada allagata. I benefici, diretti e indiretti, riguardano tanto la Casilina quanto le aree circostanti.
Stesso copione a Labico, dove l’intervento preventivo ha riguardato il fosso Centogocce, nei pressi della stazione ferroviaria e del depuratore ACEA. Le squadre del Consorzio hanno rimosso detriti, ramaglie e materiale vegetale che ostruivano l’alveo, ripristinando il normale scorrimento dell’acqua e riducendo il rischio di criticità idrauliche in un’area particolarmente sensibile.
Il risultato, stando a quanto riferito dal Consorzio, è che nei tratti interessati dai lavori gli eventi meteorologici sono stati affrontati senza particolari criticità. Un esito che premia la scelta di programmare le attività prima dell’arrivo delle perturbazioni, anziché rincorrere l’emergenza a danno già fatto.
A tracciare il senso dell’operazione è stato il commissario del Consorzio, Daniele Pili, secondo il quale la prevenzione resta lo strumento più importante a disposizione per tutelare cittadini, infrastrutture, attività economiche e aziende agricole. Pili ha spiegato che intervenire per tempo, prima che il maltempo colpisca, significa difendere concretamente la sicurezza del territorio, e ha attribuito il merito dei risultati al monitoraggio continuo della rete idraulica e alla capacità operativa del personale consortile. Una linea, ha concluso, che l’ente intende portare avanti: “programmazione, presenza sul territorio e manutenzione costante”.
Il lavoro, intanto, non si ferma. Sono attualmente in corso ulteriori operazioni di manutenzione lungo il fosso Savo, nel comune di Valmontone, all’interno di un programma di interventi pensato per preservare l’efficienza della rete scolante e migliorare le condizioni di sicurezza idraulica dell’intero comprensorio. Perché, quando le piogge arrivano, a fare la differenza sono spesso i fossi puliti nei mesi e nelle settimane precedenti.




