Rami recisi di netto, abbandonati sul terreno insieme ai frutti ormai maturi. È lo scenario che si sono trovati davanti, nelle ultime ore, i proprietari di diversi uliveti di località Le Coste, nella periferia di Anagni, al confine con il territorio di Sgurgola. Un colpo duro per chi, tra queste colline, vive e lavora la terra, e che alimenta sconcerto e indignazione in tutta la zona.
A dare l’allarme sono stati gli stessi agricoltori, che hanno documentato quanto accaduto con immagini inequivocabili. Gli scatti mostrano rami di ulivo secolari e produttivi tagliati con decisione e lasciati a terra, in mezzo alle olive pronte per essere raccolte. Piante rigogliose, accudite con fatica per mesi, che ora portano i segni di un intervento brutale.
Il dettaglio che più colpisce chi ha visto i luoghi è proprio l’assenza di un movente apparente. Non si tratterebbe infatti di semplici furti, perché i frutti sono rimasti dove sono caduti, ma di veri e propri atti di sfregio e dispetto, compiuti con attrezzi da taglio ai danni di un lavoro che si rinnova ogni stagione. Tagli immotivati, dunque, che hanno compromesso in modo grave alberi e raccolto proprio nel momento più delicato dell’annata agricola.
Quello di Le Coste viene percepito come l’ennesimo episodio di vandalismo nel territorio, che pesa su un patrimonio agricolo già messo a dura prova da difficoltà di ogni genere. Per molti piccoli produttori l’uliveto non è soltanto una fonte di reddito, ma un pezzo di storia familiare, tramandato di generazione in generazione e custodito con cura.





La comunità locale condanna con fermezza il gesto e chiede risposte. I cittadini invocano maggiori controlli nelle aree rurali e auspicano che si faccia piena luce sulla vicenda, così da individuare i responsabili di questa insensata devastazione. Intanto, tra i filari spogli di rami e le olive che nessuno raccoglierà, resta l’amarezza di chi si interroga su quale sia il senso di tanto accanimento.




