Ore di apprensione per famiglie, docenti e studenti a Ceccano, dove un’email dal contenuto minatorio, giunta a diversi istituti scolastici della città da parte di persone per ora ignote, ha fatto scattare in poco tempo la macchina della sicurezza. Davanti a una minaccia di questo tipo, che non lascia spazio a sottovalutazioni, la parola d’ordine è stata una sola: tutelare gli studenti.
L’amministrazione comunale, in stretto raccordo con il Comando dei Carabinieri di Ceccano e con le dirigenti scolastiche, ha quindi optato per l’uscita anticipata dalle scuole interessate. Una decisione presa rapidamente, con l’obiettivo di svuotare gli edifici nel più breve tempo possibile e consentire ai militari di compiere ogni verifica necessaria. Nelle ore più delicate il Comune ha inoltre mantenuto un contatto costante con la Prefettura di Frosinone, in attesa di eventuali ulteriori provvedimenti.
A sciogliere la tensione sono arrivati gli esiti degli accertamenti. Gli specialisti del Nucleo Artificieri dei Carabinieri hanno passato al setaccio gli edifici scolastici della città, e le verifiche hanno dato esito negativo in tutti i plessi: nessun pericolo, nessun ordigno, nessun elemento sospetto. Si trattava, in sostanza, di un falso allarme, che ha però costretto la comunità a vivere ore di preoccupazione e ha impegnato in modo rilevante uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine.
La buona notizia per le famiglie è che la scuola riparte regolarmente: le lezioni riprenderanno infatti come da calendario, a partire dal 3 novembre 2026, e gli studenti potranno tornare tra i banchi con la normalità di sempre.
Il Comune di Ceccano ha voluto ringraziare i dirigenti scolastici e le comunità scolastiche, la Prefettura e le Forze dell’Ordine per la gestione tempestiva della situazione e per la collaborazione con la macchina amministrativa. Secondo l’amministrazione, la rapidità delle evacuazioni e la completezza dei controlli hanno permesso a docenti, studenti e personale di non correre alcun rischio.
Resta ora aperta la partita più importante sul piano giudiziario. L’amministrazione confida che le indagini consentano di individuare l’autore del procurato allarme, un gesto che, al di là dell’esito rassicurante, ha creato disagio a centinaia di famiglie e ha distolto energie preziose dalla sicurezza del territorio.




