Un filo che lega tre storie diverse, nate su strade diverse e in comuni diversi, ma tutte riconducibili al lavoro quotidiano degli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Colleferro, diretto dal dottor Antonio Mazza. È il filo del controllo del territorio, fatto di pazienza, osservazione e di quella capacità di cogliere il dettaglio fuori posto che spesso distingue un normale spostamento in auto da un’attività illecita. Nel giro di pochi giorni i poliziotti hanno messo a segno tre interventi che raccontano, ciascuno a modo suo, un impegno costante contro lo spaccio e a tutela della legalità.
Il caso più recente è quello che ha portato a un arresto in flagranza. Tutto parte da un’intuizione. Gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria, forti di informazioni raccolte in precedenza, avevano messo nel mirino un’autovettura sospettata di servire per le consegne a domicilio di sostanze stupefacenti nei comuni del comprensorio. Nel tardo pomeriggio, durante un servizio in abiti civili, gli agenti si sono imbattuti quasi per caso proprio in quel veicolo, mentre percorreva la via Casilina, nel territorio di Valmontone, in direzione Colleferro.
Nessuna esitazione: a bordo di un’auto con colori di serie, che non destava alcun sospetto, i poliziotti hanno avviato un discreto pedinamento, avvisando un secondo equipaggio della Squadra Investigativa per garantire il necessario coordinamento. Una volta raggiunta Colleferro, la vettura si è fermata nei pressi del Teatro Vittorio Veneto, dove un uomo, dopo un rapido cenno d’intesa con la conducente, è salito a bordo. La breve corsa è proseguita fino a una sosta in prossimità di via Fontana dell’Oste, ed è lì che gli agenti, appostati in posizione strategica, hanno assistito allo scambio: una banconota da 50 euro da una parte, un piccolo involucro nascosto subito in un portadocumenti dall’altra.
A quel punto è scattato l’intervento, che ha impedito alla donna di allontanarsi. L’uomo ha consegnato spontaneamente quanto aveva appena acquistato, una dose di presunta cocaina, confermando di averla pagata 50 euro. La conducente ha invece tentato un’altra versione dei fatti, sostenendo che il passeggero fosse il suo fidanzato, ma non è stata in grado di dire neppure come si chiamasse.
Gli accertamenti svolti negli uffici del Commissariato, con il supporto del personale delle Volanti, hanno poi smentito la sua ricostruzione. Nascosti nel reggiseno della donna sono stati trovati altri 17 involucri di presunta cocaina, confezionati in maniera identica a quello appena ceduto, per un peso lordo complessivo di circa 9 grammi, oltre a 380 euro in contanti. La perquisizione nell’abitazione della donna, a Rocca Priora, ha portato al recupero di altri 600 euro, tutti in banconote da 50, e di materiale per il confezionamento analogo a quello usato per le dosi. Come se non bastasse, la donna ha esibito una carta d’identità elettronica con evidenti segni di manomissione nella zona del microchip: per questo è stata anche denunciata in stato di libertà.
Arrestata per detenzione ai fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti, su disposizione della Procura della Repubblica di Velletri la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
Una dinamica per certi versi simile, con epilogo diverso, è quella che ha portato a una denuncia nel territorio di Palestrina. Anche in questo caso l’attività prende le mosse da un’indagine precedente, che aveva spinto i poliziotti della Squadra Investigativa a concentrarsi su un’auto sospettata di effettuare consegne a domicilio. Il veicolo è stato individuato lungo la via Casilina, nel comune di Labico, in direzione San Cesareo, e seguito a distanza fino a Palestrina. Al volante c’era una donna già nota alle Forze dell’Ordine e recentemente tratta in arresto.
Quando la conducente ha imboccato una strada secondaria, stretta e poco trafficata, gli agenti hanno deciso di interrompere il pedinamento e procedere al controllo, per non compromettere l’indagine. Ed è stato proprio in quel momento che la donna, colta di sorpresa, ha tentato di sbarazzarsi della merce. Scendendo dall’auto le è caduto dalla tasca un involucro termosaldato di presunta cocaina. Uno dei poliziotti lo ha recuperato al volo e ha notato che, con un gesto fulmineo, la donna estraeva dalla stessa tasca altri involucri e li lanciava tra la vegetazione ai margini della strada.
Il gesto, però, non è sfuggito. Gli agenti hanno battuto la boscaglia e hanno ritrovato altri due involucri della stessa sostanza, per un totale di tre. Condotta al Commissariato di Colleferro, la donna è stata sottoposta a perquisizioni personali, veicolari e domiciliari che non hanno portato al ritrovamento di altro materiale, se non 120 euro in contanti. Al termine degli accertamenti è stata denunciata in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.
Il terzo intervento riguarda un fronte meno appariscente ma altrettanto importante: la vigilanza sul rispetto delle misure imposte dai giudici. Gli agenti del Commissariato hanno dato esecuzione a un provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Roma nei confronti di un giovane, oggi maggiorenne, già coinvolto in diversi episodi legati agli stupefacenti commessi quando era ancora minorenne. Il ragazzo era sottoposto all’obbligo di permanenza in casa durante le ore notturne, ma l’Ufficio Misure di Prevenzione e di Sicurezza del Commissariato, attraverso un attento monitoraggio e con l’aiuto dei controlli sul territorio degli equipaggi delle Volanti, ha documentato come il giovane lasciasse ripetutamente l’abitazione per incontrare altre persone.
Le violazioni, puntualmente verificate, sono state segnalate alla magistratura, che ha disposto una misura più restrittiva. Ricevuto il provvedimento, gli investigatori della Squadra Investigativa si sono messi subito sulle sue tracce e lo hanno rintracciato in tempi rapidi. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato accompagnato presso l’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila, dove è stato affidato al personale della struttura.
Tre episodi, dunque, ma un’unica regia: quella di un Commissariato che fa del gioco di squadra il proprio punto di forza. Dalla Squadra Investigativa all’Ufficio Misure di Prevenzione e di Sicurezza, fino alle Volanti sulle strade, ogni articolazione ha fatto la propria parte. Particolare attenzione viene riservata al fenomeno delle consegne a domicilio, una modalità di distribuzione che richiede presenza dinamica sul territorio, capacità di adattamento e un lavoro continuo di osservazione, perché chi spaccia con questo metodo non ha un luogo fisso da presidiare e si muove in auto lungo le arterie che collegano i paesi, a partire dalla Casilina.




