Chi arriva a Cassino da Sora, dalla Valcomino o dalle aree industriali sa bene quanto quel crocevia sia delicato. È qui che si incontrano la SS 630 Ausonia e la SS 749 Sora-Cassino, e proprio qui ANAS ha deciso di intervenire con una nuova rotatoria, presentata nel corso del convegno “Le nuove infrastrutture stradali nel Sud Lazio”, ospitato dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

L’investimento previsto è di 1,5 milioni di euro. Il progetto prevede una rotatoria a quattro bracci con un diametro di 50 metri, pensata per mettere ordine nei flussi di traffico che convergono sul nodo: i mezzi in arrivo dalle aree industriali e logistiche, quelli che scendono dalla Valcomino e da Sora, quelli che percorrono la direttrice della Via del Mare. L’obiettivo è ridurre i punti di conflitto tra i veicoli, rendere l’intersezione più sicura e fluidificare la circolazione, dando al tempo stesso un volto più curato all’ingresso della città.
C’è poi un dettaglio che rende l’intervento ancora più significativo. A poca distanza dall’incrocio sorgono due studentati, e questo significa che la riqualificazione dovrà fare i conti anche con la cosiddetta mobilità morbida. Percorsi pedonali e sicurezza degli studenti saranno quindi un elemento centrale del progetto, in una zona che ogni giorno vede convivere camion, auto e ragazzi a piedi.
Al tavolo dei relatori sedevano il rettore Marco Dell’Isola, i professori Michele Saroli e Mauro D’Apuzzo, l’onorevole Mario Abbruzzese, il vicesindaco di Cassino Gino Ranaldi e il direttore di ANAS, l’ingegner Marco Moladori. Proprio Moladori ha illustrato il quadro degli investimenti dell’azienda, soffermandosi sulla direttrice Sud-Monte Lepini, per la quale sono previste risorse pari a 988,44 milioni di euro, e sugli interventi di manutenzione già eseguiti o in corso nel territorio cassinate, che valgono complessivamente circa 22 milioni di euro.

Mario Abbruzzese ha richiamato il ruolo strategico dell’Università di Cassino e la necessità di accompagnare le trasformazioni del territorio con una programmazione capace di sostenere il sistema produttivo e dare risposte concrete alle imprese. «Le infrastrutture non sono soltanto opere pubbliche, ma strumenti di sviluppo, competitività e qualità della vita», ha detto, indicando nella rotatoria un tassello di una visione più ampia. Sempre secondo l’onorevole, la città può far leva su quattro grandi identità, cioè memoria, industria, università e Abbazia di Montecassino, trasformandole in altrettanti elementi distintivi di una strategia di sviluppo.



Il convegno ha allargato lo sguardo oltre l’asfalto. Restano al centro dell’agenda la corsa verso la ZES, il consolidamento delle opportunità già ottenute con la ZLS e la realizzazione della stazione dell’Alta Velocità a Ferentino, un’opera che, secondo Abbruzzese, dovrebbe essere letta senza campanilismi, perché potrà portare benefici all’intera provincia di Frosinone, Cassinate compreso. Per un territorio che da anni discute di collegamenti, accessibilità e attrazione di investimenti, è un tema che interessa da vicino anche i comuni del nord della provincia, a cominciare da quelli che guardano a Ferentino come porta d’ingresso verso la rete ferroviaria veloce.
Al di là del cantiere che verrà, il messaggio che esce dall’incontro è che il Sud Lazio chiede infrastrutture moderne, una programmazione di lungo periodo e una collaborazione istituzionale reale per trasformare le proprie potenzialità in occasioni di crescita. Una rotatoria, in fondo, serve a far scorrere meglio il traffico; il resto, a far scorrere meglio il futuro di un’intera area.




